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Teatro | L’ onorevole, il poeta e la signora è lo spettacolo diretto da Francesco Branchetti

Teatro | L’ onorevole, il poeta e la signora è lo spettacolo diretto da Francesco Branchetti
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L’ onorevole, il poeta e la signora, lo spettacolo diretto da Francesco Branchetti c’ha fatto divertire dall’inizio fino alla fine.

Un testo impegnativo, bravissimi gli interpreti che in una cornice comica si sono calati perfettamente nei propri personaggi intrattenendo il pubblico con interesse  per due ore e mezzo al Teatro Vittoria di Diamante: una location fantastica e accogliente che ha ospitato i tre protagonisti assoluti della commedia grottesca e mi riferisco a Lorenzo Flaherty, Francesco Branchetti e Isabella Giannone.

La pièce è iniziata con l’ingresso di Piero, il poeta squattrinato che era rimasto chiuso nell’abitazione di Leone, ovvero l’onorevole interpretato da Lorenzo Flaherty.

Piero affamatissimo, si era nascosto per non farsi vedere e ascoltò, se pur involontariamente, la conversazione di Leone con Paola, la giornalista interpretata da Isabella Giannone.


Quest’ultima eccezionale nel suo ruolo: un personaggio femminile molto curioso che non faceva altro che prendersi gioco di Leone.

Fra l’altro l’onorevole nutriva un certo interesse nei confronti della donna.

Piero, invece, desiderava ardentemente vedere le sue opere rappresentate in teatro e propose a Leone uno scambio di identità per esaudire il suo sogno nel cassetto.

L’onorevole ha assunto così le vesti del poeta. Pertanto, da qui tutti pensarono che fosse lui l’autore delle opere. Un successo uno dietro l’altro per Leone che fu apprezzato anche come politico oltre ed essere ben voluto dalle donne come pure dalla stessa Paola.

Non svelerò ulteriori dettagli per offrire al pubblico la possibilità di essere uno spettatore attento.

Il palcoscenico era ben allestito: vi era una modesta scrivania con tantissimi fogli con cui l’onorevole apportava alcuni appunti utili per la sua carriera da diplomatico. Vi era anche un divano dove l’onorevole si limitava a fare le avances a Paola, l’unico personaggio femminile della pièce.

In effetti la scrivente, spinta dalla curiosità, si è recata in teatro per calarsi nelle vesti di “critico buono” che ne ha apprezzato la qualità del testo, l’allestimento, la regia e l’interpretazione di tre valenti artisti.
Consiglio vivamente di andarlo a vedere perché ne vale veramente la pena.
di Maria Cuono

Redazione

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