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Renato Zero | Settanta

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Settanta: settanta volte 7 ma anche 70 volte Zero.
E’ un numero sincero che, negli uomini, può richiamare a sé il tema della reminiscenza, del rivedere la propria esistenza, della narrazione dei passaggi della propria vita anche quelli che non sono stati digeriti, bene. Oppure può essere più semplicemente il titolo di un disco o, perché no, ambedue le cose.

Renato Zero sta per compiere 70 anni e tutto è pronto per il lancio del suo nuovo lavoro discografico, anche se dalle parole che lo accompagnano sembrano affiorare, tra le righe, segnali non comuni.
Sembra che stiano mettendo sul chi va là il nutrito popolo degli “Zerofolli” che lo seguono da tempo immemore ed amano considerare ogni sua dichiarazione la tessera di un puzzle ben più ampio e decisamente aperto a teorie adatte ad aspiranti giallisti.

La teoria prevalente?
Che non voglia lasciare dietro di sé degli incompiuti… ecco quindi spiegabile il motivo dei 3 dischi. Soprattutto poi se già nel corso del suo ultimo spettacolo dal vivo (era il 31 gennaio 2019) aveva parlato di un momento in cui ci sarebbe stato un “arrivo” e che presto o tardi avrebbe dovuto “togliere le tende”… 3, 2, 1, …Zero.

O più semplicemente?
Dopo una pandemia mondiale non si può non tenere conto dei ragionamenti sul “fine vita” e quindi sui lutti ma forse è per questo che il “Leone di Zerolandia” è pronto ad una nuova sfida. Vivrà tre momenti diversi, a partire dal 30 settembre e fino a novembre, con cadenze di 30 giorni l’una dall’altra, per dare luce ad una trilogia e… “per non ingolfare la piazza e per dare respiro ai padiglioni uditivi del mio paziente pubblico” ha affermato Renato.

Renato non ama fermarsi. Piuttosto preferisce lanciare in aria i fogli dei suoi cassetti per condividerli “con la sua penna ancora calde di scrittura”. Come se non ci fosse più un domani.
Per non rimanere fermo e muto, come tanti suoi colleghi.

Pare che i ricavati del suo ultimo progetto andranno ai suoi collaboratori e questo può solo giovargli. Renato è stato spesso giudicato per l’uso dei suoi guadagni e non per le rinunce e l’abnegazione verso un’idea di arte che lo ha condotto a fare l’inimmaginabile per la sua Fonopoli.
Ovviamente in modo del tutto inutile a causa di una volontà politica avversa che contrappone all’urgenza di Cultura, la strumentalizzazione del nulla.

Insomma a partire dal 30 settembre ne ascolteremo e ne vedremo delle belle con il Volume TRE.

Il linguaggio della Terra
L’angelo ferito
Come fai
Poca vita
Stai giù
Più amore
Chiedi scusa
È l’età
Innamorato di me
Sognando sognando
Gli ultimi
Seduto sulla Luna

Gli Zerofolli con il loro fermento promettono scintille, segno che la “TATTICA” è la “TATTICA” e Renato è sempre Renato.

Canale 5 dedicherà, martedì 29 settembre, una prima serata evento con il concerto Zero Il Folle: le immagini dei due incredibili concerti sold out tenuti da Renato Zero al Forum di Assago di Milano l’11 e il 12 gennaio del 2020 poco prima “della chiusura del mondo”. Un viaggio nel mondo di un artista unico e poliedrico, tra i più amati dal pubblico, raccontato dalle sue canzoni e dalla presenza di alcuni ospiti speciali: Sabrina Ferilli, Giancarlo Giannini, Alessandro Haber, Monica Guerritore, Serena Autieri, Gabriele Lavia, Anna Foglietta, Giuliana Lojodice e Vittorio Grigolo.

Tornando sugli album ci sono 40  nuove canzoni con collaborazioni importanti: a cominciare dalla produzione e dagli arrangiamenti di Phil Palmer (collaboratore tra gli altri di Elton John, Frank Zappa, George Michael, Dire Straits), Alan Clark (collaboratore di star del calibro di Mark Knopfler, Eric Clapton, Tina Turner, Bob Dylan) per finire con l’apporto del Maestro Adriano Pennino, che inaugura la sua collaborazione con Renato Zero. “Ho approfittato dei momenti di stasi, che ultimamente abbiamo attraversato un po’ tutti – ha spiegato Renato Zero – per consolidare rapporti artistici e personali. Operazioni necessarie, da cui attingere materia e valore aggiunto e da trasformare in pagine musicali. Quindi non compilation languide e nostalgiche, molto meglio emozioni inedite, se possibile”.

Il nuovo lavoro è stato anticipato dal singolo  ‘L’Angelo Ferito‘. E’ un angelo che aumenta il ritmo, sfidando “la gravità e le convenzioni” in difesa del proprio spazio vitale; nel videoclip, per la regia di Roberto Cenci – assistente alla regia Cristian Di Mattia – , va in scena proprio l’arringa di Renato Zero ad una folla di manichini omologati, muniti di mascherina e con indosso i suoi storici abiti di scena. Protagonista della clip, Zero siede su un trono decorato con ali d’angelo dal quale osserva il suo pubblico inanimato, per arrivare poi a danzare tra i manichini, in un gioco di nuance al contempo rétro e futuristiche.

Ne ‘L’Angelo Ferito‘ si evince  l’amore per la vita che oltre ogni nostalgia anche nelle giornate buie gli permette di sollevare quella tenda, aprire le finestre e librarsi nel cielo in volo. Lui, ora l’Angelo Ferito…. che D’aria e di Musica respira!

Anche contro, “certi brutti regolamenti – ha scritto Renato nelle note che accompagnano l’album – di una discografia e di una radiofonia che banchettano insieme, a discapito dell’integrità e della genuinità dei malcapitati artisti. Un giro di favori e scambi, al di fuori del privilegiare chi, con coraggio e determinazione, produce cambiamenti significativi nel costume e nella cultura di questo Paese”. Ma – ha aggiunto – “io guardo avanti!”

di Giovanni Pirri

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