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MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA tutto sulla 56esima edizione

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Sarà un’edizione eccezionale la 56° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema che si svolgerà a Pesaro dal 22 al 29 agosto 2020 perché gli adeguamenti, le limitazioni, i timori che una pandemia mondiale porta con sé possono diventare motore di cambiamento, stimolo alla riflessione, spinta ad esplorare nuovi orizzonti. Così, alla sperimentazione e alla ricerca che da sempre contraddistinguono la selezione della Mostra si è unito un ripensamento del suo formato, aprendo per l’occasione il Concorso a opere di diversa natura e durata; il tutto concepito per poter godere appieno del cinema nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti. «Abbiamo aspettato qualche mese, rispetto alle date storiche di metà giugno, per riuscire a organizzare un festival che fosse il più possibile “in presenza” perché pensiamo che la sala e l’arena cinematografica siano il luogo di elezione per condividere insieme un progetto culturale pieno di senso, di film, di emozioni e di sguardi», ha affermato Pedro Armocida, direttore del festival coadiuvato da un comitato scientifico composto anche da Bruno Torri (presidente), Laura Buffoni, Andrea Minuz, Mauro Santini, Boris Sollazzo, Gianmarco Torri e Walter Veltroni.

Prima ancora di passare al cinema, però, sarà la musica a far alzare il sipario sulla 56a Mostra con un grande concerto d’apertura per ricordare uno storico amico del festival, prematuramente scomparso a causa del virus che tante vite ha portato via, ovvero Mirko Bertuccioli, aka Zagor Camillas, co-fondatore dei Camillas, maestri della canzone pop surreale. Mirko era una presenza immancabile negli spazi della Mostra e quest’anno avrebbe dovuto essere tra gli organizzatori delle serate del Dopofestival con Il muro del suono tra cinema e musica. Le sue note e le sue parole torneranno a riempire Piazza del Popolo in un concerto intitolato “Luccichini dappertutto” che riunirà tutta la famiglia dei Camillas (Ruben, Michael e Theodore Camillas) e che vedrà alternarsi sul palco artisti loro amici come Calcutta, Maria Antonietta, Lo Stato Sociale, Pop X, The Bluebeaters, Colombre, Giacomo Laser e Gioacchino Turù, Auroro Borealo, Duo Bucolico.

In una situazione straordinaria come quella di quest’anno, la Mostra ha deciso di effettuare una piccola rivoluzione per la sua sezione principale, il Concorso Pesaro Nuovo Cinema – Premio Lino Miccichè.

Corti, medi e lungometraggi si alterneranno infatti senza soluzione di continuità nella storica sala del Teatro Sperimentale. Non più dunque opere prime o seconde di giovani registi, ma 18 film che coprono tutti i formati, i generi, le sensibilità, le durate e che sono accomunati da una forte volontà di ricerca estetica e visiva, in una selezione a cura di Pedro Armocida, Paola Cassano, Cecilia Ermini, Anthony Ettorre e Raffaele Meale.

Sette i lungometraggi in concorso; molti dei quali accomunati da radici autobiografiche che scavano nel proprio passato familiare alla ricerca di ricordi, memorie e radici. Kill It and Leave This Town di Mariusz Wilczynski, film d’animazione crudo e minimale che è allo stesso tempo un dialogo interrotto con i propri cari scomparsi e il ricordo di una città, arricchito dalla presenza al doppiaggio di alcuni tra i più importanti artisti e attori polacchi. Um animal amarillo di Felipe Braganca, favola tragicomica in cui un regista in crisi viaggia tra Brasile, Portogallo e Mozambico alla ricerca delle memorie di famiglia e dei fantasmi coloniali del passato. In A metamorfose dos Passaros di Catarina Vasconcelos il dolore della perdita di due ‘madri’ e i ricordi di famiglia si mescolano nella storia di una donna che cresce i suoi sei figli mentre il marito è spesso in mare. L’acqua e il mare, visti come spazi liminali e di confine connettono anche altri due lungometraggi: Cenote della giapponese Kaori Oda che si immerge letteralmente nelle antiche fonti d’acqua maya per collegare il passato al presente, l’uomo con la propria memoria e Lua Vermella di Lois Patino, nel quale la storia di un marinaio disperso in mare fa emergere i fantasmi di un paesino sulla costa galiziana. Infine, Il n’y aura plus de nuit di Eleonore Weber trasfigura un montaggio di immagini dei soldati americani e francesi impegnati nelle zone di guerra in una riflessione sullo sguardo. Tra i cortometraggi, cinque sono italiani: HI_8 [transfert on file] di Erik Negro, Non si sazia l’occhio di Francesco Dongiovanni, Thick Air di Stefano Miraglia, Guardarla negli occhi di Manuel Billi e Smarginature di Gabriele Di Munzio, a cui si aggiunge Rosa Barba con Aggregate States of Matters.

A decretare i vincitori del Concorso sarà una giuria formata da professionisti del cinema a partire da Ingrid Caven, grande attrice (e cantante) tedesca recentemente apparsa nel Suspiria di Guadagnino, celebre per i suoi ruoli in molti film di Fassbinder (di cui è stata anche moglie) come L’amore è più freddo della morte, Un anno con tredici lune e Il soldato americano. Renato Berta è invece uno dei più grandi direttori della fotografie europei con un rapporto privilegiato con il cinema francese dove ha lavorato con registi del calibro di Éric Rohmer, Jacques Rivette, André Téchiné e Louis Malle, senza dimenticare le sue collaborazioni con Manoel de Oliveira, Amos Gitai e Mario Martone. Segue l’attore italiano Vinicio Marchioni, divenuto celebre interpretando il mitico Freddo di Romanzo Criminale e ormai volto familiare di tanto cinema italiano dell’ultimo decennio (Miele, Tutta colpa di Freud, The Place, L’uomo del labirinto,…) che non disdegna però incursioni a teatro e alla regia. Infine il regista e animatore italiano Virginio Villoresi, artista poliedrico, maestro dell’animazione a passo uno e autore di vari cortometraggi sperimentali, ha collaborato con alcuni dei più importanti brand internazionali ed è stato omaggiato con una personale proprio a Pesaro nel 2016, quando ne realizzò anche la sigla.

Inoltre, grazie agli accordi stretti con le principali università e scuole di cinema italiane la Mostra ospiterà decine di studenti che studiano Storia del cinema e che avranno l’occasione di partecipare a varie attività formative, la principale delle quali è la Giuria Giovani che assegnerà un premio specifico ad un film del concorso.

I giurati saranno poi celebrati con proiezioni dedicate, a partire da L’ombra degli angeli, opera del 1976 di Daniel Schmid (su sceneggiatura di Fassbinder), con protagonista Ingrid Caven e la fotografia di Renato Berta. Per l’occasione verrà proiettato in anteprima anche il documentario Daniel Schmid, Un racconto fuori stagione di Anna Albertano.

Il terremoto di Vanja – Looking for Cehcov è invece il secondo lavoro da regista di Marchioni, in un viaggio nella provincia italiana distrutta dal terremoto e nelle location dello scrittore russo. Il film verrà presentato in Piazza alla presenza del regista e della protagonista Milena Mancini.

Se il Concorso è stato riformulato in questa edizione eccezionale, una cosa che non poteva cambiare era l’evento speciale dedicato al cinema italiano che quest’anno celebra uno dei suoi decani, Giuliano Montaldo, nell’anno del suo novantesimo compleanno, e una vita dedicata al cinema a partire da Tiro al piccione (1961). Realizzato in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, l’evento presenterà a Pesaro una selezione dei suoi lungometraggi per il cinema e sarà accompagnato da una monografia pubblicata da Marsilio (a cura di Pedro Armocida e Caterina Taricano ) e da una tavola rotonda in sua presenza. Da sempre attento alle questioni sociali e ai personaggi scomodi, come nell’indimenticabile Sacco e Vanzetti (1971), si è sempre distinto per un impegno civile vibrante e raffinato, cristallizzato nell’ormai classico L’Agnese va a morire (1976), così come sono state numerose le incursioni nella storia più o meno recente, come nella sua penultima regia I demoni di San Pietroburgo (2008). Oltre ad aver ricoperto cariche prestigiose nel mondo del cinema italiano è anche apparso spesso di fronte alla macchina da presa, in una carriera da attore coronata nel 2017 dal David come miglior attore non protagonista per Tutto quello che vuoi.

In un periodo nel quale, per cause di forza maggiore, i cinema all’aperto sono tornati a essere una modalità di fruizione privilegiata, il Cinema in Piazza si presenta con una valenza sociale e aggregativa ancora maggiore e lo fa innanzitutto con un film che come pochi altri può essere definito a pieno titolo un cult, ovvero The Blues Brothers, presentato in versione 4K in collaborazione con Universal  Pictures InternationalItaly a quarant’anni dalla sua uscita. Le proiezioni all’aperto accontenteranno poi tutti i palati cinefili con una proposta molto variegata che va dall’animazione-musical di The Nose or Conspiracy of Mavericks del maestro russo Andrey Khrzhanovsky – basato su Gogol e dedicato a tutti i pionieri dell’arte – al film documentario Il caso Braibanti di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese che ripercorre la vita di questo straordinario intellettuale eretico, vittima dell’unico processo in Italia per plagio su un uomo (e difeso all’epoca da personalità come Marco Pannella, Alberto Moravia, Dacia Maraini, Umberto Eco). A condure il dibattito con gli autori e con Fabio Canino sarà Edoardo Camurri. A questi si aggiunge Rosa Pietra Stella di Marcello Sannino, una storia che vede protagonista Ivana Lotito (Gomorra – La serie) nel ruolo di una madre che cerca di recuperare il rapporto con la figlia (Ludovica Nasti, già vista in L’amica geniale), alla costante ricerca dell’equilibrio nella Napoli contemporanea. Non mancherà neppure l’evento in collaborazione con Emergency che presenterà la proiezione di Ape regina di Nicola Sorcinelli, storia del rapporto tra un’anziana apicoltrice e un giovane immigrato. A completare le serate in Piazza sarà poi L’industriale, l’opera più recente di Giuliano Montaldo accompagnata dalla protagonista Carolina Crescentini e il film Death of Nintendo di Raya Martin, un surreale viaggio nella cultura pop filippina degli anni ’90 attraverso la storia di quattro ragazzi appassionati di videogiochi che ha già portato a definirlo “lo Stranger Things filippino”. Quest’ultimo sarà inoltre, visibile, insieme a The Nose or Conspiracy of Mavericks di Andrey Khrzhanovsky, in contemporanea sul portale di MyMovies.

Il cinema all’aperto non si limita però a una sola location, ma raddoppia con il Cinema in spiaggia (ai Bagni Agata di Pesaro) che quest’anno omaggia il centenario di due giganti del cinema italiano come Federico Fellini e Alberto Sordi, a partire dalle loro due indimenticabili collaborazioni: Lo sceicco bianco e I vitelloni. A questi seguiranno alcuni dei più bei film interpretati da Sordi nella sua lunga carriera. A Fellini è invece dedicato un altro evento, realizzato in collaborazione con l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, con una conversazione sul tema leopardiano della luna, giovedì 27 agosto alle ore 21 al Teatro Sperimentale, coordinati da Andrea Minuz (Giornalista de Il Foglio, e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Pesaro Nuovo Cinema onlus) con Fabrizio Battistelli Presidente dell’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, il critico letterario Enrico Capodaglio, il giornalista e sceneggiatore Gianfranco Angelucci e Agnese Giacomoni ricercatrice autrice del libro FanoFellini, A seguire la proiezione del film La voce della luna.

Giunge alla sesta edizione Animatori italiani oggi, rassegna non competitiva curata da Pierpaolo Loffreda e realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Urbino e di Macerata, e l’Istituto d’Arte Scuola del Libro di Urbino, riservata anche quest’anno alle più recenti opere d’animazione italiane. CORTI IN MOSTRA propone oltre venti corti d’animazione realizzati sia da giovani autori che da registi affermati, in una esaustiva panoramica di quelle che sono le principali tendenze ‘animate’ nel nostro Paese. Ad affiancare la selezione di corti ci sarà anche una personale dedicata a Donato Sansone che nell’ultimo decennio si è affermato come uno dei più originali animatori italiani, grazie a lavori come Videogioco e Topo glassato al cioccolato che mescolano fantasie erotiche e inquietudini a disegni stilizzati, musica trascinante e un montaggio frenetico.

A dieci anni dalla prematura scomparsa la Mostra omaggia poi la memoria di Corso Salani, un autore italiano troppo spesso sottovalutato o lasciato ai margini dell’industria, capace però, nonostante le tante difficoltà produttive, di ritratti – soprattutto al femminile – che dimostrano una grande empatia per i personaggi e uno sconfinato amore per il cinema. Una sensibilità che era propria di Corso e che verrà celebrata con la proiezione di Gli occhi stanchi (1995), alla presenza della sceneggiatrice Monica Rametta, in collaborazione con Sentieri Selvaggi.

Ad impreziosire questa edizione della Mostra ci sono state anche due importanti collaborazioni. La prima con Virginia Mori, autrice del manifesto “Nouvelle Vague”, con gli occhiali anni ’70 tipici dei maestri del tempo e un’onda come riferimento ai cambiamenti intesi come trasformazioni. La seconda è invece con Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti, i quali hanno realizzato una sigla pensata come omaggio a Pier Paolo Pasolini che ci ricorda anche la sua importante esperienza a Pesaro esattamente 55 anni fa.

Torna infine (Ri)Montaggi, a cura di Chiara Grizzaffi e Andrea Minuz, il primo e unico concorso in Italia dedicato ai video essay, la nuova forma di critica cinematografica per immagini che trova spazio non solo in video virali sul web, ma anche come momento di studio nelle università più innovative. I sei finalisti saranno valutati da una giuria, composta da Arianna Lodeserto, Rocco Moccagatta e Cristiana Paternò, che decreterà il vincitore.

Si rinnova anche il Premio Lino Miccichè per la critica cinematografica, organizzato dal  Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – Gruppo Emilia Romagna Marche e dalla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema che propongono un concorso per critici/recensori intitolato a Lino Miccichè (fondatore della Mostra con Bruno Torri) per avvicinare i giovani sia al lavoro critico nel campo del cinema, sia alle attività di ricerca portate avanti a livello internazionale dal festival.

Tra le novità di questa edizione c’è l’inaugurazione di una nuova sala dedicata al mondo dell’arte e della fotografia, lo spazio bianco, che ospiterà l’installazione – un proprio e vero atlante video-fotografico – intitolata Trilogia dei viandanti e realizzata da Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi (Navegasión), in un progetto curato da Mauro Santini e cresciuto in seno alla Mostra del Nuovo Cinema.

Anche la sala del Cinema Astra svolgerà in questa edizione una nuova funzione e sarà il luogo dove ogni mattina si terranno incontri con i registi e gli ospiti del festival.

Grandi progetti anche con il mondo della scuola: in collaborazione con INDIRE (l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), la Mostra partecipa all’iniziativa “La Scuola allo schermo” fornendo una serie di film delle passate edizioni che andranno ad arricchire una raccolta di materiali audiovisivi. Questi saranno disponibili per docenti e dirigenti scolastici, per chi studia, fa ricerca o formazione nei contesti educativi e per chiunque voglia approfondire i temi legati al mondo della scuola e della società italiana dal dopoguerra ad oggi.

Per circa due mesi si alterneranno diversi film all’interno di un portale creato ad hoc per la visione da parte del pubblico delle Piccole Scuole. I ragazzi e le loro famiglie saranno liberamente coinvolti nelle visioni ed avranno accesso ad un box dove troveranno le schede con la descrizione degli autori, le sinossi dei film e le attività didattiche da svolgere e restituire nella repository di INDIRE. Lo spazio è aperto anche agli insegnanti.

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