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Marco Werba | Presentato LA MUSICA NEL CINEMA THRILLER, manuale di composizione e analisi di partiture, alla Libreria Altroquando.

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Si è  svolta presso la Libreria “Altroquando” la presentazione del libro La musica nel cinema thriller – Manuale di composizione e analisi di partiture di Marco Werba, pubblicato da Edizioni “Falsopiano”. Il compositore e direttore d’orchestra ha analizzato in questo breve trattato le colonne sonore dei film di genere, in particolare quelle dei maestri Bernard Herrmann e Jerry Goldsmith, citando John Williams, John Barry, Christopher Young, Ennio Morricone, Pino Donaggio, i Goblin e altri artisti.

La musica nel cinema thriller – Manuale di composizione e analisi di partiture esamina, inoltre, le partiture scritte dallo stesso Werba per “Giallo” di Dario Argento, per le quali il compositore ha vinto tre premi. L’esperienza accumulata dal compositore in oltre trenta anni di attività è stata documentata e trascritta in questo minuzioso e accurato libro, in cui emerge il punto di vista originale e inconsueto di un compositore, non un critico musicale tout court, nonostante abbia svolto anche questo ruolo in passato, scrivendo articoli su riviste specializzate.

L’autore focalizza l’attenzione sulla funzione pragmatica della musica e la capacità che ha di suscitare emozioni nell’inconscio dello spettatore, descrivendo le funzioni espressive del commento musicale nei film di genere (thriller, horror, fantascienza), il metodo di lavoro del compositore, la collaborazione con il regista e il produttore, la convivenza tra dialoghi, musica ed effetti sonori, l’uso espressivo del silenzio e la musica per contrasto. Questo saggio colma un vuoto nel panorama letterario e si candida a punto di riferimento per i potenziali compositori del futuro.

Chiunque vorrà intraprendere tale professione, troverà tra le pagine del manuale anche la trasposizione di un’utile esperienza sul campo, quella relativa alla partitura di “Giallo”: un vero condensato di espedienti musicali atti a provocare disagio, dai lividi ostinati alle modulazioni per toni minori lontani, fino all’utilizzo raffinato di soli strumentali. Tra le righe, si evidenzia sia una ricchezza tematica che una mirabile capacità variativa, elementi che, complice un certo entusiasmo di fondo, suggerisce al lettore il grande potere evocativo della scrittura orchestrale.

Ha moderato l’incontro il giornalista Marco Ferretti.

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