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Lontano Lontano | Dal 20 febbraio il nuovo film di Gianni Di Gregorio con l’ultima interpretazione di Ennio Fantastichini.

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Una pellicola dalla sceneggiatura forte che vive sui respiri di un tempo diverso e si arricchisce del cuore e dell’anima di tre attori che sul set si sono sentiti come a casa.

I tre attori in questione sono Attilio (Ennio Fantastichini), Giorgetto (Giorgio Colangeli) e il Professore (Gianni Di Gregorio), tre disastri di uomini, pensionati, che vivono tre realtà simili forse perché sognano di voler fare la svolta della loro vita. Decidono così di  progettare un viaggio all’estero. La speranza è quella di ridare  un tocco di colore alle loro grige, noiose e malinconiche vite. Sempre che riescano a trovare il luogo adatto. Poiché  la scelta non è delle più facili si rivolgono al  Prof. Federman (Roberto Herlitzka), amico-cliente di Attilio che oltre ad amare il buon bere è un esperto di statistiche e di comparazioni di stili di vita tra i diversi paesi, grazie anche al suo inseparabile computer.

Partire diventa così ancor più un’urgenza.

Giorgietto del resto non riesce ad arrivare a fine mese, la sua pensione di 420 euro al mese gli basta a malapena per aiutare un ragazzino di colore, senza fissa dimora, che va da lui tutti i giorni a lavarsi. Giorgietto ovviamente non si  nega  un po’ di vita sociale al suo solito bar di Trastevere, quel rione di Roma dove vive anche il Professore.

Il Professore ha insegnato  Latino e Greco, per una vita intera. Non si è mai sposato ed è innamorato di una donna che tutte le sere gli appare davanti gli occhi. Vorrebbe tanto salutarla per chiederLe il suo nome ma non trova mai il coraggio. Tra affitto, bollette e spese quotidiane anche lui non ha euro da parte e la vita senza soldi è complicata.

Attilio vive a Tor Tre Teste e si occupa di modernariato, ha un banco a Porta Portese, un cane da cui non si separa mai e  una figlia che non vive più con lui. E’ stanco della solita vita. Lui che, da ragazzo, ne ha combinate tante e a casa non c’è mai stato, sente l’esigenza di partire di nuovo.

Giorgietto e il Professore incontrano Attilio  grazie alla telefonata di Giorgietto. Sta cercando qualcuno che lo aiuti a trasformare la sua vita. E’ convinto che la sua pensione da qualche parte del mondo abbia un potere d’acquisto diverso. A Trastevere ha sentito parlare dello zio della tabaccaia che conosce  il numero di  una persona  che è andata a vivere all’estero e ha “svoltato”.

In realtà Attilio è, si, un pensionato ma vive a Tor Tre Teste e non conosce nessuno. Divertente la scena in cui i tre si incontrano proprio nella casa di Attilio. Senza nemmeno conoscersi decidono di iniziare questa avventura, merito forse dell’empatia che, inevitabilmente, scatta quando si vive una condizione comune e non ha bisogno di essere dichiarata. Come dire, tra simili ci si riconosce. Sia nella voglia di cambiare ma anche nella paura di farlo veramente.

Ben presto si rendono conto che ce la possono fare e che il primo passo da compiere è quello di chiudere i conti con il presente staccandosi dagli oggetti più preziosi che fanno parte del loro quotidiano.  Che poi è l’unica maniera per reperire i soldi per i biglietti aerei.

Il professore decide di vendere i suoi libri più preziosi. Giorgetto non ha nulla da vendersi ed è costretto a chiedere i soldi a suo fratello che ha un banco di frutta. Era il banco dei loro genitori ma Giorgietto non ne ha mai voluto sapere di fare una vita dura come quella del mercato.

Attilio per reperire soldi e fare fondo cassa decide di staccarsi da un totem al quale è fortemente affezionato.

Ben presto i tre si rendono conto che l’impresa di partire è troppo grande per loro e, singolarmente, maturano dei ripensamenti che saranno poi  il motore del colpo di scena finale del film.

Al margine la presenza, apparentemente  in secondo piano, di un ragazzino di colore che dorme dove può, che ha la fortuna di avere disponibile la casa di Giorgietto per lavarsi ed avere  cura di sé. Vende oggetti africani sul Ponte degli Angeli e per ringraziare la disponibilità di Giorgietto, ogni volta che va da lui, gli regala uno degli elefantini che lui è solito vendere.

Raccontando  la storia di Abu (Salih Saadin Khalid) Di Gregorio accende uno  sguardo diverso sulla figura del migrante che pur essendo tale si lava, ha cura di sé,  sogna di partire per raggiungere all’estero un suo familiare e mangia il pollo con le posate: di solito a Roma il pollo si mangia con le mani. Più civile lui o certi romani?

Nel film Lontano Lontano nel tempo di 90 minuti c’è spazio per una comicità  ironica ma anche per l’umanità e il disagio e il finale è tutto da scoprire. Ben misurato, commuove.

L’idea di questo film nasce da una conversazione di Di Gregorio con Matteo Garrone. Quest’ultimo  conoscendo bene il regista lo esorta a scrivere di un pensionato povero che è costretto ad andare all’estero per migliorare le sue condizioni di vita.
L’idea suggerita è stata così folgorante che, dopo tre anni di lavoro intenso, Gianni Di gregorio riesce a scrivere prima un racconto pubblicato da Sellerio e poi la sceneggiatura del film che ruota intorno allo “spirito buono, quello che hanno tutti, certo chi più chi meno, ma bene o male tutti”.

Mentre scriveva, andavano in onda in tv le tragedie in mare dei migranti e  non potevano non entrare prepotentemente nella storia. Da questo stato di cose  è nato, quindi, il personaggio di Abu  ossia un giovane africano arrivato in Italia con un gommone.
Fortunato poi l’incontro di Gianni Di Gregorio con Giorgio Colageli ed Ennio Fantastichini.  Di lui Di Gregorio dice: “Ennio è stato un uomo ed attore straordinario che nascondeva dietro la sua spumeggiante leggerezza una grande tensione artistica e morale e ha trasformato il suo personaggio in un archetipo.”

Ennio è morto poco dopo aver terminato le riprese del film e forse è l’unico che è riuscito a fare il grande salto… Chissà se si sta trovando bene.


Il film andrà in distribuzione  nelle sale dal 20 febbraio.

regia GIANNI DI GREGORIO
sceneggiatura
MARCO PETTENELLO, GIANNI DI GREGORIO
tratto dal racconto di Gianni Di Gregorio
Poracciamente vivere pubblicato da
SELLERIO EDITORE
nell’antologia Storie dalla città eterna
fotografia GOGÒ BIANCHI
montaggio MARCO SPOLETINI
musica RATCHEV & CARRATELLO
edizioni musicali Emergency Music Italy
scenografia
SUSANNA CASCELLA, GIADA ESPOSITO
costumi GAIA CALDERONE
suono GIANLUCA SCARLATA
casting director FRANCESCA BORROMEO
aiuto regia TOMMASO PAGLIAI
segretaria di edizione CHIARA PANDOLFO
direttore di produzione FABRIZIO COLUCCI
delegato di produzione
RICCARDO CIANCARELLI
organizzatrice MARIA PANICUCCI
prodotto da ANGELO BARBAGALLO

una coproduzione Italo ‐ Francese
BIBI FILM ‐ LE PACTE
con RAI CINEMA
con il sostegno della DG Cinema
opera realizzata con il sostegno della
REGIONE LAZIO
Fondo Regionale per il Cinema e l’Audiovisivo
PROGETTO FINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA

distribuzione italiana
PARTHÉNOS
distribuzione internazionale
LE PACTE

nazionalità ITALIANA
anno di produzione 2019
durata film 90’
uscita in sala febbraio 2020

cast artistico
ENNIO FANTASTICHINI
GIORGIO COLANGELI
GIANNI DI GREGORIO
DAPHNE SCOCCIA
SALIH SAADIN KHALID
FRANCESCA VENTURA
SILVIA GALLERANO
e con
IRIS PEYNADO
con la partecipazione di
GALATEA RANZI
con la partecipazione straordinaria di
ROBERTO HERLITZKA

di Giovanni Pirri

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