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Le Interviste di Allinfo.it | Intervista con Stefano Capitani

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Stefano Capitani è tra gli artisti in scena sulla Pagina di Dal palco di casa mia.  Coltiva in sé un talento poliedrico e per tale ragione la sua storia fatta di tanta musica fin da quando era giovanissimo ci ha incuriosito.
E’ nata, così, questa intervista.

Stefano Capitani sei fisarmonicista cantante tastierista. Come è nata la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica nasce da bambino quando all’età di 5 anni con una clavietta che mi era stata regalata da mio padre per natale cominciai a suonare ad orecchio riproducendo la sigla dell’ eurovisione Rai e la canzoncina dello spot pubblicitario del lievito Bertolini Mariarosa…. da quel momento anche mio padre capi che c’era una predisposizione naturale verso la musica e mi mando’ a scuola dal maestro della Banda comunale con l’intento di farmi imparare il clarinetto

Come è nata la passione per la fisarmonica?

Sempre da bambino, seguendo i miei genitori grandi ballerini di liscio durante le serate mi incantavo sotto il palco delle orchestre estasiato dal suono e dalla forma di questo meraviglioso strumento.

C’è chi sostiene che l’incontro con il proprio strumento non sia casuale e che in fondo sia lo strumento stesso a scegliere. Tu cosa ne pensi?

Si è vero, nulla accade per caso e mi ricordo che la prima volta che provai ad abbracciare queso meraviglioso strumento non avevo ancora compiuto i 7 anni e fu durante una serata al Dancing Kursaal a Porretta ( ex Buca club 2001) durante la ricorrente FESTA DEL FERROVIERE ( mio papa’ era un ferroviere) salii sul palco dove l’orchestra “ LA RONDA DEL PIACERE” capitanata dal mitico Verri Veraldo ( in arte Faina R.I.P.) aveva montato su un treppiede questa fisarmonica che era piu grande di me.. e il buon Faina armatosi di chiave inglese per abbassare la regolazione del supporto della fisarmonica me la porto’ a “misura” e cosi’ intonai i miei cavalli di battaglia Eurovisione e brava brava mariarosa… da quel momento sentii le vibrazioni che questo strumento trasmetteva al mio piccolo corpo e me ne innamorai al punto tale che dopo 15 giorni di “pressing” a papa’ portai a casa il mio primo strumento una Frontalini Usata di cui conservo ancora parecchie foto

Che peso ha avuto la formazione nella tua crescita musicale?

Non ho ricevuto una formazione vera e propria nel senso che non mi sono mai iscritto a licei musicali o conservatorio ma ho sempre seguito gli studi tramite centri didattici privati tra i quali MUSICALSPORT di Olindo Vignoli ( a Porretta) e poi successivamente per imparare il sistema di suonare “da ballo” dal Maestro Giorgio Suppini che all’epoca aveva una delle orchestre piu’ quotate nella zona poi tutto quello che e’ susseguito e’ farina del mio sacco. Sono comunque autore e compositore con oltre 120 brani di repertorio per fisarmonica regolarmente depositati in SIAE conosco la musica e sono arrangiatore

Rileggendo la tua storia quali sono stati gli elementi determinanti che ti hanno permesso di trasformare la musica nella tua professione?

Sicuramente una grande passione e determinazione nel voler raggiungere un obiettivo che mi ero preposto

Insieme alla musica coltivi altre passioni che nel tempo hanno subito la medesima trasformazione?

Direi che passioni ne ho parecchie a partire dall’elettronica e radiocomunicazioni di cui a seguito di studi privati, dopo aver sostenuto regolare esame di stato ho conseguito anche la licenza di Radioamatore e operatore di stazione radio. Poi lo spirito creativo che mi rappresenta e la passione per le arti grafiche mi hanno messo sul mercato dell’artigianato con una piccola impresa durata per 15 anni nel settore grafico pubblicitario e personalizzazioni. Avventura conclusa nel 2013 a causa della crisi che ha colpito duramente questo settore

Grafica, riprese video… arti dello stesso talento che ti completano e ti permettono di esprimerti con linguaggi diversi?

Sicuramente tutto cio’ che è creatività consente ad una persona di esprimere svariati aspetti del proprio carattere, sia con la musica ove si trasmettono sensazioni e stati d’animo attraverso il suono e il carattere della esecuzione, sia con la grafica dove le stesse situazioni si trasmettono visivamente.

Hai all’attivo partecipazioni in orchestre che mondo è quello in cui ti senti a tuo agio?

La mia prima esperienza in orchestra risale all’età di 15 anni con il gruppo “gli amici della notte” poi partecipazioni a serate come sostituzione con varie orchestre fino ad arrivare ai primi anni 90 dove intraprendo l’attività professionistica come solista principalmente nei piano bar, poi il mio carattere e la mia passione per la musica da ballo mi hanno portato a militare nel mondo delle orchestre sempre come turnista fino alla mia prima formazione di 3 elementi ( LE TRE SCOPE ) con cui grazie alla originalità della formazione e del repertorio ho raggiunto un discreto successo nel mondo della musica da ballo fino ad arrivare ultimamente ( prima del coronavirus) ad avere una formazione di 5 elementi ( orchestra Stefano Capitani e Marina).

Sei anche compositore oltre che arrangiatore?

Si, sono autore e compositore iscritto SIAE con oltre 120 brani per fisarmonica depositati e incisi.

Come è nato l’idea del duo Capitani Parsifal ?

Ho conosciuto Marina a Luglio 2016 . Lei ai tempi si esibiva in formazione duo con un altro fisarmonicista e si era recata in studio da me a Porretta per incidere dei brani cover.  Da li’ le cose hanno avuto un seguito quando la sua formazione si è sciolta e casualmente io avevo bisogno di una cantante fissa e gli feci la proposta di entrare in orchestra con me…. poi il destino ci ha uniti anche sentimentalmente e da Agosto 2018 conviviamo a casa mia a Porretta..

Il sogno più bello che la musica ti ha permesso di realizzare e qual è quello che invece stai conservando?

Il sogno più bello e’ sicuramente quello di aver fatto della mia piu grande passione il mio mestiere anche se in questo momento stiamo subendo un brutto colpo a causa di questa pandemia che ci ha letteralmente bloccato.  Il sogno che sto conservando è quello di poter trasmettere cio’ che ho imparato anche a Mio figlio che per un periodo si è dedicato allo studio del pianoforte ma ora si sa….15 anni…un età delicata dove ci sono tanti fattori che influiscono..e quindi ha un po’ abbandonato…

di Giovanni Pirri

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