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Le Interviste di Allinfo.it | Intervista con Marco Ro’

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#dalpalcodicasamia #marcoro

Marco Ro’ è un  cantautore che ha fatto delle canzoni il suo tempio. E’ dotato di una  sensibilità non comune, di una capacità di osservazione  desueta che sa trasformare in parola e musica  il suo tempo.

Marco hai pubblicato da pochissime ore il video di “LAURA” la canzone che anticipaa l’uscita del tuo nuovo EP che contiene   5 tracce  e si intitola  “3”. Uscirà  ufficialmente a partire dal 29 maggio.

Marco Ro’ ha partecipato recentemente ai live in streaming di #Dalpalcodicasamia ed è stato un vero piacere intervistarlo per conoscerlo meglio.

Ecco a voi l’intervista nata da questo “incontro” virtuale.

“Laura”   è un vero e proprio atto d’amore rivolta alla sua futura sposa ed è stato composto  a poche ore dal matrimonio. Come l’ha presa LAURA, oggi tua moglie?

Diciamo che è stata una vera sorpresa… il brano l’ho composto la sera prima del matrimonio, ed il giorno dopo l’ho cantato e suonato durante la celebrazione. Lei era senza parole ed io molto emozionato.

Laura rappresenta anche la celebrazione di una complicità che, in precedenza, vi ha già unito in alcuni progetti artistici in giro per il mondo e ora vi unisce per la vita?

Si, ci siamo conosciuti qualche anno fa, ed è subito nata una bella collaborazione nel progetto di sensibilizzazione sul dramma dei profughi siriani. Laura aveva scritto diversi libri sull’argomento, io ho aggiunto la musica. Nel mio album precedente “A un passo da qui”, c’è anche una delle canzoni che abbiamo scritto e cantato insieme, e che in fondo parla proprio di questa complicità: “Dune”.

L’origine del titolo di questo EP ?

Ne ha diverse, ma la più importante è sicuramente il fatto che per me è stata la realizzazione di un sogno: varcare la soglia al n. 3 di Abbey Road per registrare un mio disco. Con me poi, a realizzare queste session acustiche, Gabriëlle Stok alla chitarra e Jack Lewin al piano. Inoltre è il mio terzo lavoro discografico, esclusi i singoli… insomma, diciamo che è un numero molto presente in questo EP.

“3” è anche una riflessione sulla vita e sul domani., un atto dovuto di un ragazzo cantautore che sa di dover compiere un’azione per uscire dal pantano, se vuole non solo non far andare le cose storte ma anche resistere alla precarietà di questo tempo?

L’uomo ha una grande capacità, che è allo stesso tempo una efficace valvola di sicurezza, ma anche un grande nemico della felicità: l’abitudine. Credo però che ognuno debba fare la sua parte per migliorare il mondo, prendendosi anche la responsabilità di cambiare ciò che non va. Un’amica una volta mi disse: se vuoi scrivere cose belle, circondati di cose belle.

Questo tuo lavoro dai contenuti intensi hai deciso di registrarlo mescolando sonorità “essenziali al tuo inconfondibile sound. Un album per sottrazioni ? Oppure il frutto di una vera e propria sperimentazione?

Avevo voglia di registrare un lavoro acustico, nel quale emergesse l’emozione della semplicità. Sono volato a Londra con la mia travel guitar, e non sapevo bene cosa sarebbe uscito fuori. Certo, un EP acustico “strategicamente” non è la cosa più indicata per chi fa musica indipendente e non è nel cosiddetto “mainstream”. Ma non ho mai fatto troppi calcoli, per me la musica è innanzitutto bisogno di comunicare.

Un passo ulteriore rispetto “A un passo da qui” che è stato premiato per la “Originalità del progetto che unisce nuove sonorità a nuovi stili”.

Si, un bel riconoscimento ricevuto nell’ambito del Premio Roma Videoclip, in occasione della presentazione del video al Cinema Apollo 11 di Roma. Quel disco per me è stato veramente importante, un vero e proprio diario di viaggio che racconta un pezzo importante della mia vita.

“3” è stato registrato negli Studios più famosi di Londra. Come è stato varcare quella porta? 


Incredibile. Attraversare quei corridoi, vedere le foto alle pareti…. un’emozione difficile da spiegare, e che conserverò sempre nel cuore. Il videoclip di “Laura” è il racconto per immagini di questa esperienza.

Di quali collaborazioni artistiche ti sei avvalso?

Oltre a Jack e Gabriëlle, vorrei ringraziare Antimo Esposito, che si vede anche nel video e ha registrato le tracce a Londra. Inoltre chi poi ha lavorato perché questo lavoro uscisse così com’è: Matteo Schiaroli e la Mussels Record, Fabrizio Palma e Max Rosati.

Nell’EP non poteva mancare ovviamente un brano dedicato alla violenza di genere?

E’ un tema che mi sta particolarmente a cuore: credo sia importante parlarne, soprattutto in un periodo come questo in cui la convivenza forzata delle persone, può portare all’estremizzazione di comportamenti sbagliati. “Imperfetto presente” vuole essere un manifesto di questo impegno.

L’impegno nel sociale non ti nuovo pensando alla collaborazione con Telethon?

Credo che la musica non sia solo intrattenimento, ma debba servire a veicolare messaggi positivi e costruttivi. Con Telethon ho avuto l’occasione di suonare nel Teatro della Casa Circondariale di Rebibbia a Roma. Da quell’esperienza, è nato il brano “Immagini a righe” contenuto in “A un passo da qui”, nel quale ho avuto il piacere di duettare con Marco Conidi.

Tra le tue esperienze quella di autore di testi per altri e di musiche per progetti per la televisione e/o per il web.

Mi piace molto collaborare con artisti che stimo, e cerco di farlo ogni volta che ne capita l’occasione. Per il web, di recente, con Fabrizio Giannini abbiamo realizzato “L’anima de Roma”, il brano che fa da colonna sonora ad una divertentissima web serie sugli angoli nascosti di Roma.

La prima cosa che farai non appena finirà l’emergenza COVID?

Un verso di “Un mondo digitale”, il mio primo EP da solista, recita: “dimmi come faccio, se ho bisogno di un abbraccio”. Ecco, ho intenzione di scoprirlo.

di Giovanni Pirri

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