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Le Interviste di Allinfo.it | Intervista con Emy Persiani

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@emypersiani

Emy Persiani è l’artista  protagonista  del live in diretta che andrà in onda Venerdì 24 aprile alle ore 21:30 dalla pagina del progetto #DALPALCODICASAMIA. Sarà una serata intensa, piena di ricordi e nuove memorie da scrivere insieme per vivere la musica che piace a tutti noi.  Da una parte il Jazz e lo swing, dall’altra la possibilità di tornare ad ascoltare tutto il sentimento che Emy mette nei suoi omaggi a Gabriella Ferri.

Il figlio di Gabriella,Seva Borzak jr, anni fa,  dopo aver visto lo spettacolo dedicato a sua madre rivolgendosi ad Emy scriveva: ….sine musica, nulla vita” cioè, senza la musica, non c’è vita. Quindi, ti ringrazio (invece di banalmente complimentarmi con te) per questo sforzo, per questo lavoro, per il sudore, la preparazione, mosse dalla passione e dall’amore per la musica, e specie per quella interpretata da mamma. La tua interpretazione è personale, e non una banale “ripresa” o copia di Gabriella Ferri“.

In occasione del live di Venerdì abbiamo intervistato Emy  per conoscerla ancora meglio.

Emy provando a sintetizzare la tua carriera, artistica e non, in tre momenti fondamentali potremmo citare, prima di tutto la tua carriera di ascolti pianistici ai tempi di un padre speciale come il tuo, una carriera come insegnate di lingue e dai 40 anni in poi la carriera artistico-musicale che ti ha portato ad esprimere te stessa, nel profondo, attraverso la musica. E’ così?

Si. Esattamente. Quando studiavo, al liceo, il sottofondo che accompagnava le mie versioni di greco e latino erano le note di Rachmaninov, Chopin, Beethoven suonate al piano da mio padre, il Maestro Cesare Persiani diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia negli anni 30 e successivamente, autore, esecutore e discografico all’epoca dei 78 giri, collaboratore di Barzizza ed Angelini, di Alberto Rabagliati e Carlo Buti, di Kramer e Luttazzi.
Ed io, timidamente sulle sue orme, suonavo di tutto dal pop anni 70 ai notturni di Chopin, e componevo musiche che esprimevano tutto il fervore giovanile di una acerba adolescente. Purtroppo la morte di mio padre, al quale ero legatissima, mi impedì di continuare ad accarezzare i tasti bianchi e neri per il troppo dolore. Per più di 10 anni non suonai più un pianoforte e anzi piangevo al solo sentirne le note suonate da altri. Quindi essendomi nel frattempo laureata in Lingue scelsi di fare dei concorsi per diventare insegnante, li vinsi e iniziai subito dopo il matrimonio a fare la professoressa e la mamma di due splendidi figli Valerio e Silvia. Ma la musica è come un fiume in piena e le emozioni non le puoi fermare. Mio marito Luigi che mi aveva conosciuto che ero poco più che bambina quando suonavo il piano con mio padre, adorava questo lato artistico che mi contraddistingueva. Ed una sera senza dirmi nulla mi segnò ad un contest (erano gli anni 90 e non andavano di moda i vari talent come ora) che si tenne presso un ristopub di Roma allora piuttosto famoso. Il primo premio era un viaggio di nove giorni ai Caraibi per due persone. Ci siamo andati mio marito ed io, perché quel premio l’ho vinto ! Da lì, pur mantenendo il mio lavoro di professoressa sempre in favore dell’arte e della musica (ho avviato vari progetti e laboratori musicali nel mio liceo, perfino un coro polifonico), ho abbinato una crescente carriera artistica che è visibile nel web e che ha scaldato il mio cuore per tanti anni facendomi sentire di nuovo la figura di mio padre vicinissima e dandomi l’illusione che tutto quello che di bello (ed è stato tanto) mi è accaduto cantando, lo abbia in qualche modo appoggiato e favorito lui da una nuvoletta lassù.

In pratica la voglia di fare musica non ti ha mai abbandonata?

No, mai.

Che momento è stato quello in cui le hai dato la prevalenza?

E’ difficile parlare di prevalenza. Direi MAI.
Vedi il mio lavoro scolastico “mattutino” l’ho fatto sempre con tanto amore. Ho voluto bene ad ogni singolo alunno o alunna nelle loro peculiarità, e adoro la lingua inglese e amo trasmettere le informazioni sia grammaticali che letterarie che le appartengono. E per la musica ed il canto nutro lo stesso amore. Il bello è proprio questo: nessuna delle mie due carriere ha prevalso sull’altra, ma anzi nel mio cuore si sono intrecciate ed accompagnate l’un l’altra sempre in perfetta armonia. A chi mi ha chiesto nel tempo che lavoro fai, mi è sempre piaciuto rispondere:” IL MIO LAVORO? NE HO DUE:GIOCO!…AMO GIOCARE CON I SUONI!” Perchè in fondo se ci pensi sia le lingue che la musica non sono altro che suoni.

La Emy Persiani madre, donna, moglie come coesiste con la Emy Persiani artista ?

Perfettamente.

C’è stato un momento che ha rappresentato il momento della svolta?

Non ricordo nessun momento in particolare che si potrebbe definire un momento di svolta, ma allo stesso tempo forse ce ne sono stati molti, tutte le volte che, finito un concerto o uno spettacolo, la gente andava via visibilmente soddisfatta e commossa…o rallegrata a seconda dell’esibizione.
La parola svolta mi suggerisce un improvviso ed importante innalzamento del livello di successo, ma io non ho mai vissuto la mia carriera come una scalata verso il successo in termini economici o di fama, ma semplicemente come una miriade di attimi di profonda espressione e passione per quello che stavo cantando in quel momento, che miracolosamente ogni volta ottenevano un graditissimo riscontro…o… successo se vuoi chiamarlo così.

Nella tua carriera di interprete il Jazz e lo swing (nel tuo DNA come la capacità di suonare il pianoforte) con il progetto ITALIANCAFE’ ma anche la “romanità” di Gabriella Ferri con FERRI FERRISSIMA. Come sei riuscita a far viaggiare insieme stili o grammatiche musicali così differenti tra di loro?

E’ accaduto istintivamente, o forse anche un po’ per radici e formazione. Ricordiamo che la mia famiglia è romana da generazioni e a Gabriella Ferri mi lega, oltre ad un amore smisurato, anche un bagaglio di tradizioni, epoche e modi di sentire tipicamente romani…et voilà il gioco è fatto. Il mio tributo spettacolo FERRI FERRISSIMA non è una imitazione di un personaggio famoso.
Molti mi dicono di riscontrare una certa somiglianza con Lei, ma questo supera il semplice aspetto fisico o l’organizzazione di costumi e scene. Vedere o sentire Gabriella Ferri nei miei spettacoli FERRI FERRISSIMA, richiesti e replicati per sei anni, è il calarsi di un’artista romana in un sentimento ed in una realtà locale che solo chi è romano verace puo’ riconoscere e sentire.
Bellissimo il commento che Seva Borzak Jr , il figlio di Gabriella Ferri, ha scritto dopo aver assistito allo spettacolo in più di un’occasione, che centra in pieno il mio approccio a questo mito della canzone romana:”Ferri Ferrissima è veramente un omaggio di un’altra artista: Emy Persiani ”.

Ci sono collaborazioni del passato alle quali ti sei legata più di altre?

Tra i moltissimi musicisti che sono stati sempre ottimi professionisti e carissimi amici, vorrei ricordare il pianista, chitarrista ed amico Andrea Cantoni con il quale abbiamo condiviso quasi 750 (!!) concerti in circa10 anni e al quale mi lega una profonda stima ed una bellissima amicizia, con il quale c’è sempre stata un’intesa particolare sul palco che mi ha permesso di esprimermi al meglio sentendomi sempre sicura e sostenuta.

E ricordi del tuo cuore artistico da condividere?

Stavo organizzando a marzo 2016 le quattro serate di FERRI FERRISSIMA in cartellone al Teatro Testaccio quando, grazie a Maria Teresa Ferri, sorella di Gabriella che era già intervenuta più volte alle repliche dello spettacolo, conobbi Francesca Colaluca figlia di Maria Teresa, nipote di Gabriella Ferri e bravissima coreografa romana dalle idee molto particolari e personali. Lei fece delle magnifiche coreografie che abbellirono le quattro repliche a Testaccio e organizzammo assieme il compleanno lo spettacolo del 19 settembre dello stesso anno al Teatro dell’Angelo in occasione del compleanno di Gabriella
Successivamente questa collaborazione si è trasformata in una bellissima amicizia che dura ancora oggi dopo aver fatto insieme due edizioni di FERRI FERRISSIMA e perché no….in attesa di organizzarne una terza.

Quando ti rivedi nei tuoi video con che occhi ti osservi?

Occhi critici, sono del segno della Vergine (guarda caso anche Gabriella lo era) e dicono che la Vergine sia pignola, perfezionista, affidabile ma un po’…. rompiscatole… anche con sé stessa però !!!! Hahaha
Spesso comunque mi sorprendo nel vedere quello che “ho combinato” sul palco!! Lì per lì mi sembra naturale fare quello che faccio…poi però a volte accade che me ne meraviglio.

Oggi vivi a Rotterdam. Una romana della Roma nostra come si trova lontana dalla sua città?

Lo devo dire? Bene e male allo stesso tempo.
Bene per la qualità di vita olandese che è  migliore di quella romana: il traffico disciplinato, i mezzi pubblici efficientissimi e puntuali, l’amministrazione semplice ed immediata, lo stato che ti sostiene e non ti sfrutta…e potrei andare avanti.
Inoltre mi trovo bene ovviamente perché mi sono trasferita per ricongiungermi ai nostri figli e alla cara nipotina che nel 2016 hanno scelto l’Olanda per viverci.
Certo Roma è nel mio cuore e ci resterà per sempre. A volte vedendo le foto ho una sincera commozione e un rimpianto di esserne lontana è inutile negarlo, ma poi penso che quando voglio, basta prendere un aereo e in due ore sono a casa mia!!

Ci sono progetti, anche live, ai quali stai lavorando?

Si. Sto cercando di farmi conoscere in Olanda. E sto prendendo contatti per (ri)formare una band rock blues come feci a Roma nel 2009 THE BLUE DETROIT perché ho notato che è un genere musicale piuttosto apprezzato qui in Olanda. Certo il mio sogno sarebbe portare qui la canzone Romana, ma vedremo…la lingua diversa è un ostacolo oggettivo da valutare. Se pensiamo che uno spettacolo romano può non essere capito o “compreso” già fuori da Roma…figuriamoci a Rotterdam!!
Però MAI DIRE MAI in fondo il mio CD uscito nel 2018 si chiama NOVA MUSICA ROMANA e contiene brani romani riarrangiati in stile WORLD MUSIC rubando i sapori del reggae, del sirtaki, del tango argentino fino ad arrivare alla musica folk irlandese.

Bene è giunto il momento di salutarci e come nel mio stile dopo aver ringraziato Giovanni Pirri per questa graditissima intervista saluto i lettori con un mio stornello
FIORIN FIORELLO….CANTARE QUI IN OLANDA E’ TANTO BELLO
MA QUI STO IN COMA….IO VOJO TORNA’ PRESTO A CANTA’ A ROMA

di Giovanni Pirri

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