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Le Interviste di Allinfo.it | Intervista con Amedeo Giuliani

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#amedeogiuliani

Amedeo Giuliani, cantautore Pescarese docGiuliani è anima sensibile e la sua passione, da sempre, è legata al valore delle parole che nei suoi testi brillano come diamanti.
Lo abbiamo intervistato per voi.

Nella tua bio si legge alle prime righe “Fortemente ispirato dalla musica e dai testi di Fabrizio De André, e dalle canzoni di Francesco De Gregori, Leonard Choen e Bob Dylan”. In particolare, cosa di ciascuno di loro ti ha colpito e “affondato” (in senso buono), a tal punto da spingerti a scrivere canzoni e fare musica?

Ogni uno di loro ha una caratteristica diversa, forse la cosa comune un po’ a tutti è il pensiero anarchico, indipendente, non massificato o populista, fuori dagli schemi e dai canoni del “commerciale”.

Il tuo rapporto con la musica d’autore? Un’occasione per …. conoscere / approfondire / evadere da pensieri profondi?

Sono nato ascoltando musica d’autore, sono cresciuto ascoltando musica d’autore, cerco di scrivere musica d’autore.
Un rapporto intimo, “matrimoniale”.

Quanto c’è della tua terra nella musica e nei testi?

Tanto, come c’è tanto di me, ovviamente tutto parte da quelle che sono le mie esperienze, il mio punto di vista del tutto personale su ciò che mi ruota intorno.

Con i Festival l’incontro con i primi riconoscimenti… Qual è il tuo approccio ai festival? E cambiato nel tempo?

Intesi come gare canore non ho un buon rapporto, non mi piace veder gareggiare le diverse sensibilità forse perché non ritengo esista la canzone migliore. Ho partecipato a un paio di Rassegne e sono stato sempre premiato, “Musica la vita” nel 2000 ero un ragazzino e “La canzone del Sole” con Mogol nel 2009.
Successivamente ho partecipato in giuria ad altre manifestazioni e ho collaborato come “direttore tecnico” occupandomi della segreteria generale de “La Canzone del sole” nel 2011. Nel 2017 ho vinto il Premio Letterario Nazionale Borgo Albori per la sezione “Musica d’Autore”. Attualmente non sono particolarmente interessato alla partecipazione ai Festival.

L’esperienza formativa ad un certo punto ti ha aperto un mondo?
Che valore dai oggi a quel passo che immagino sia stato fondamentale?

La formazione è fondamentale per ogni lavoro, ho studiato con tanti Maestri da privatista, ho frequentato Scuole Internazionali, ho frequentato i corsi di Popolar Music presso il Conservatorio. Da ognuna di queste esperienze ho preso sempre il meglio, ho conosciuto tante persone, ho appreso tante cose importanti che poi sono state le fondamenta del mio percorso artistico. È tuttora la mia vita è un eterna ricerca e studio.

Il tuo primo disco arriva nel 2008? Un salto importante?

Certamente, è stata una esperienza indimenticabile, a partire dalla stesura del progetto insieme al Poeta Cesare Zarbo un medico prestato alla canzone d’autore fino alla produzione del disco in ogni sua parte con l’arrangiatore il Maestro Adriano Guarino, registrando in Studi importanti e con Grandi Musicisti.

Alla luce del tuo ultimo disco Monadi come è cambiato, in questi anni, il tuo modo di scrivere e da quali fonti o esigenze si alimenta?

Ogni disco rappresenta una stagione della vita ovviamente diversa dalle altre, il tempo ci cambia e cambia la nostra visuale sul mondo e sulle cose. Anche se il mio pensiero non è cambiato, ho sempre avuto con poche idee ma fisse.

La parola monade deriva da greco μονάς monas (uno”, “singolo”, “unico”) ed è una parola che nel tempo ha assunto differenti significati a seconda dei contesti in cui è stata utilizzata. Tu che significato dai a questa parola?

Negli scritti di Gottfried Wilhelm von Leibniz apprendiamo che le monadi sono i veri atomi della Natura, gli elementi delle cose. Ogni monade è differente dall’altra, in effetti non si può spiegare esattamente cosa sia e come possa essere modificata una monade. La sperimentiamo in noi stessi quando siamo in uno stato nel quale non abbiamo più percezioni distinte, come immersi in un sonno profondo senza sogni. Le monadi non hanno via d’entrata o di uscita, ma sono finestre aperte sul mondo.” Il disco “Monadi” è un Concept album: ogni brano è una monade e una finestra aperta sul mondo.

Il tuo rapporto con l’arte figurativa?

La risposta la puoi leggere in “Guernica”, si staglia l’immagine di una tragedia attraverso le forme che Picasso con la sua sensibilità ha trasmesso ai nostri occhi, alla nostra mente al nostro cuore è che con molta umiltà abbiamo provato a trasformare in versi cantati.

La musica oggi, ai tempi del covid-2019 è un po’ come “il tuo fantasma al buio”.

Non direi, Il fantasma del buio terrorizza la propria vittima, la musica da speranza, mette gioia, è la voglia di saltare l’ostacolo. La musica ci fa guardare oltre. “Il fantasma” ti offusca l’orizzonte. La musica è “il vento che rischiara i diamanti nel cielo”.

Progetti in corso e progetti futuri?

Stiamo registrando il nuovo disco, scritto in collaborazione con il Poeta Cesare Zarbo… per il momento è Top Secret! Work in progress.

di Giovanni Pirri

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