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Intervista con Andrea Standardi di Maria Cuono

Reading Time: 8 minutes

Andrea Standardi attore, regista, doppiatore.

Ti sei formato artisticamente c/o Link Academy – University of Malta European Academy of Music and Dramatic Arts, sotto la direzione di Alessandro Preziosi. Che ricordo hai?

Ciao a tutti… il percorso alla Link racchiude una serie di ricordi meravigliosi: a partire da compagni di studi diventati colleghi, ma soprattutto amici. Abbiamo condiviso davvero ore infinite dentro le aule sulla Nomentana e il teatro nel cuore di Testaccio…
Ricordo che al terzo anno alcuni di noi erano stati selezionati per uno spettacolo in stagione nello stesso teatro dove facevamo lezione, quindi la nostra giornata accademica iniziava la mattina alle 8.40 con lo stage di movimento scenico/Commedia dell’Arte e terminava solo verso l’1.00 di notte al termine delle prove o dello spettacolo (p.s. una volta sono stato chiuso dentro, dato che non mi trovavano perché nascosto a dormire dietro alle sedie della platea). Detta così potrebbe sembrare stressante, invece quando hai una passione queste ore passano tutto d’un fiato.
Ricordo inoltre con piacere alcuni insegnanti che hanno lasciato un segno… e alcuni di loro li ho rincontrati sulla mia via.
Ricordo che al primo e al secondo anno feci il 100% di presenze, neanche una febbre avrebbe fermato questo percorso, fatto di giorni, ore, minuti, istanti vissuti davvero a pieno… A volte ci ritrovavamo con alcuni compagni anche la sera a casa di uno o dell’altro per ripassare, provare, preparare… era entusiasmante.
Guarda Maria, ti dirò… ho messo in quei tre anni di Accademia tutta la voglia di studiare persa per strada durante gli anni del liceo ahahah

Eri anche assistente di Giancarlo Fares e Sara Greco Valerio per il Laboratorio Permanente di Teatro di Narrazione presso cinqueanelli teatro. Raccontaci

Giancarlo è stato uno di quegli insegnanti di cui parlavo precedentemente, coloro che hanno lasciato il segno. E ho avuto la fortuna di poterci lavorare anche successivamente., una volta terminata l’Accademia.
Per alcuni mesi ho seguito lui e Sara in questo percorso permanente sul Teatro di Narrazione: lo avevo sperimentato (sempre con Giancarlo) in minima parte in Accademia, e mi aveva affascinato. Credo che sia la sintesi più pura dell’essenza del Teatro: il racconto di una storia. E ti permette di esplorarla a tutto tondo, di interpretarla, agirla sia vocalmente che fisicamente. Credo che sia un bel modo di fare Teatro a 360°.
Giancarlo è stato un Maestro (e tra l’altro anche relatore di tesi di laurea eheh), un regista da cui prendere, rubare, imparare… Durante gli anni di accademia -io ero agli inizi della mia vita teatrale, sia da attore che da spettatore- vidi due suoi spettacoli (ndr “Chagall e i Bolscevichi” e “Madame Bovary c’est moi”) e li trovai straordinari, “nuovi”, dinamici, … capii che si potevano raccontare storie anche in una maniera diversa da quella che ai tempi consideravo “classica”.
Spero vivamente di poterci lavorare ancora in futuro.

Quando nasce la passione per il Teatro? Quanto è importante per te?

La mia passione nasce in seconda media, grazie ad un corso di teatro (tenuto da professionisti) che si appoggiava alle strutture della scuola.
Non c’è molto da dire in realtà… E’ un fulmine, ti prende all’improvviso -non è chiaro neanche bene il perché-, e ne rimani ammaliato. Mi sentivo a mio agio….
E poi dopo il saggio alla fine del primo anno, divenni molto popolare a scuola! Cosa chiedere di più 😛
Non so dirti quanto sia importante e quanto lo sia stato in passato… posso solamente raccontarti che qualche anno fa decisii di mollare, di abbandonare questo mondo… partii per gli States per fare il taglialegna in un bosco della Virginia (ma questa è un’altra storia) e quando rientrai in Italia mi ero effettivamente “disintossicato” da tutto ciò che mi aveva portato al limite… e iniziai a fare altro. Poi l’incontro con Ramona, la mia attuale compagna (attrice anche lei), e quel rinnovato senso di purificazione e di nuova coscienza mi hanno fatto imboccare nuovamente la lunga e tortuosa strada del Teatro, ma stavolta con moooolta più serenità.
E la passione è ri-eruttata fuori!

Hai preso parte a molte pièces teatrali, quale ti ha arricchito professionalmente?

Secondo me il maggior arricchimento te lo dà l’esperienza vissuta nel mettere in scena una pièce, le persone incontrate in quell’occasione, le emozioni messe in gioco.
E sinceramente non saprei scegliere: ogni volta sul palco o in sala prove è un’emozione nuova, qualcosa che ti riempie.
Citandone qualcuno… potrei dire ‘Rolling’ come spettacolo più innovativo a cui abbia partecipato (e che abbia anche creato e prodotto, insieme ad alcuni amici/colleghi): una full-immersion experience di teatro itinerante in automobile, dove gli spettatori condividevano con l’attore i sedili della macchina e venivano trasportati nelle varie location… in un tete a tete continuo con l’attore stesso.
‘L’Ultima Strega’, il primo vero musical a cui ho preso parte al teatro Brancaccio.
‘Il Marito di mio Figlio’, spettacolo di Daniele Falleri (che ringrazio sempre di aver incontrato nella mia vita artistica) che mi ha permesso di calcare palchi importanti, e soprattutto condividere il palco con grandissimi artisti e nomi storici del mondo dello spettacolo.
Le varie commedie (‘Il Metodo Cinese’ di E. M. Falconi, ‘CTRL Z’, …) che trasportano il pubblico a suon di risate, e che permettono di creare un rapporto quasi intimo con lo spettatore, che divertendosi regala un pezzo di sé agli attori.
Insomma… ogni spettacolo crea un pezzettino di anima teatrale, che piano piano si costruisce all’interno di ogni singolo attore.

Con chi ti piacerebbe lavorare?

Ah beh… qui servirebbero parecchi fogli.
Generalizzerò un po’ ma mi piacerebbe ‘semplicemente’ lavorare coni grandi registi di cinema, color che spendono tempo dietro all’attore, che ricercano il meglio per la riuscita del film e dell’attore stesso. Mi piacerebbe lavorare con dei registi con cui poter avere un confronto, così da crescere insieme.
Questo vale anche per il teatro… ma in questo momento il cinema mi manca un po’.
E poi mi piacerebbe lavorare con dei/delle registi/e giovani, pieni di idee e di energie… perché spesso sono coloro che hanno da raccontare le cose più belle.
E poi mi piacerebbe incontrare chi possa credere fortemente a tutto questo che ho appena detto.

Sei anche regista. Che emozione si prova a stare dietro ad una macchina da presa.

Io sono regista teatrale… non ho mai avuto il coraggio di mettermi dietro a una macchina da presa, non sarei pronto sinceramente.
Per quanto riguarda le regie teatrali, sono stressanti! Spesso ti trovi da solo a gestire una quantità infinita di pensieri: il rapporto con gli attori, le idee scenografiche, le proposte di costume, dove provare, come provare, creare gli stimoli, stare in ansia OGNI SINGOLA andata in scena guardando cosa faranno gli attori in scena, e come lo faranno…
Però quando tutto questo arriva ad un compimento… guardi soddisfatto e ti dai una bella pacca sulle spalle. E ti dici “vabbè, mo se ricomincia da capo” ahah
La cosa più faticosa? Da attore dico: “avere a che fare con gli attori è massacrante”.

Recentemente sei stato ospite a Radio Italia Anni 60 Roma nel fortunato programma condotto da Manuela Villa. Cosa pensi di lei?

Quando incontri per la prima volta una professionista del suo spessore, col suo nome, hai sempre un po’ di timore. Come porsi? Come si comporterà lui/lei? Manuela è stata fantastica, disponibile, mi ha messo immediatamente a mio agio… avevamo 20 minuti prima di iniziare la trasmissione e ci siamo ritrovati a parlare subito delle nostre vite private, della casa da ritinteggiare, delle strade da fare per andare a lavoro,… insomma sembrava una serata al bar a chiacchierare con un’amica.
Per poi trasformarsi in perfetta “direttrice di serata” non appena in onda, cercando di tenere sotto controllo le follie che la circondavano, ma senza perdere ironia e spontaneità.
Sul piano professionale non credo che io debba aggiungere altro… il suo cv e la sua esperienza raccontano già tutto.
E’ stato un incontro veramente delizioso e piacevole… e a tratti inaspettato ☺

La Pandemia ha messo a dura prova i lavoratori del mondo dello spettacolo. Come hai vissuto nel primo lockdown e cosa stai provando in questo periodo?

Non è facile, è inutile negarlo… troppa gente è rimasta senza lavoro, alcuni anche senza prospettive nel breve termine, né supporti statali. Ma, per assurdo, a questa situazione si è fatto fronte con inventiva e creatività, e non parlo solo artisticamente. Come si dice: tocca campà?! Gli artisti ora come ora vanno soltanto ammirati… e anche maggiormente aiutati! Ma anche questo è un altro discorso.
Io sinceramente ho impiegato il tempo nel prepararmi per quando si riaprirà, tenermi “allenato” (teatralmente, il fisico invece …vabbè lasciamo perdere eheheh)… in pratica ho fatto il possibile per non fermarmi.
In questo periodo abbiamo creato con alcuni colleghi, ma soprattutto amici, un bel progetto a cui tengo molto: La Lunga Prova. In sintesi invece di vedere gli spettacoli online (argomento mooolto delicato: il teatro è fatto per essere live, vivo, “immediato”), abbiamo deciso di aprire agli spettatori gli incontri delle prove, tramite piattaforma digitale Zoom, praticamente ogni sera; gli spettatori sono parte attiva nel progetto: possono interagire, dire la loro, fare proposte, insomma essere protagonisti nel percorso che poi porterà gli attori all’andata in scena – appena sarà possibile.
E’ anche un modo per far vivere al pubblico qualcosa di nuovo, qualcosa che, come stiamo notando proprio in questi giorni, incuriosisce molto lo spettatore: i partecipanti si dicono entusiasti, e piano piano acquisiscono quel coraggio che gli permette di essere sempre più presenti e amalgamati nella prova.
E’ un percorso che porteremo avanti fino al termine di aprile, quindi per chi vorrà seguirci metto il link: https://www.produzionidalbasso.com/project/la-lunga-prova-1/
(potete anche semplicemente sostenerci con poco 😉 Fidatevi, ne vale la pena… dategli un’occhiata, se vi capita.)

Che progetti hai per il prossimo futuro?

A parte La Lunga Prova (di cui sopra) al termine della quale ci auguriamo di andare in scena con gli spettacoli che stiamo provando, dovremo recuperare uno spettacolo che doveva essere in stagione al Teatro de’ Servi di Roma… proprio in questo periodo! Lo spettacolo in questione è ‘CTRL Z – Indietro di una mossa’ di A. Calabrese e D. Esposito, con cui abbiamo vinto il Comicoff nel 2019. E’ uno spettacolo molto tosto fisicamente, divertente, un’idea originale, nuova, sul tema dei multiversi e delle ‘sliding doors’, ossia la possibilità di tornare indietro sulle proprie scelte di vita. E’ uno spettacolo a cui tengo molto, in primis perché sono in scena con amici e poi perché è totalmente una nostra produzione. Quindi vi aspettiamo il prossimo anno!!! Segnatevi il titolo, eh! 😉
A marzo poi sarò nella serie tv su Totti “Speravo de morì prima” in onda su Sky.
E poi il Futuro, quello con la F maiuscola, sarà tutto dedicato alla famiglia… e alla ‘piccoletta’ che tra qualche settimana illuminerà la nostra casetta 😉

Che messaggio daresti ai giovani che aspirano ad entrare nel fantastico mondo dello spettacolo.

Credeteci. Datevi tempo. I giovani attori in Italia sono i 40enni. Ma soprattutto “coltivatevi”, migliorate in tutto, prendetevi cura di voi stessi, le vostre emozioni, il vostro corpo, la vostra mente, la vostra recitazione. Tutto è essenziale, e una piccola skill in più può farvi avere quella parte che tanto sognate e per cui tanto combattete.
E siate grati a chiunque incontrerete sul vostro cammino.

E se mi permetti vorrei fare dei ringraziamenti a coloro a cui sono grato io: i miei genitori prima di tutto, che hanno sempre creduto in me come persona, prima che come artista; Ramona, la mia compagna; il mio agente Vito e tutti coloro che mi hanno sostenuto, insegnato e aperto gli occhi su come si sta su questo mondo: amici, parenti, artisti.
Infine approfitto per ringraziare chi è “intorno” al mondo attoriale: spettatori, giornalisti, critici, appassionati… perché senza di loro noi altri non esisteremmo.
E Grazie mille Maria per la splendida intervista e per la bella possibilità di dire la mia. 😉

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