Si torna a parlare di Maria Cuono e del suo imminente appuntamento alla Fiera più libri più liberi di Roma insieme ai suoi compagni di viaggio: Claudia Cotti Zelati e Graziano Piazza Bellini. L’evento prossimo farà rivivere così quella magia, quell’emozione provata lo scorso anno nella stessa location fra i tre protagonisti.
Abbiamo intervistato per voi la giornalista e scrittrice Maria Cuono.
Un evento imperdibile attende il pubblico di “Più libri più liberi” il 7 dicembre. Torni sul palco con l’autrice e acting coach Claudia Cotti Zelati e il Maestro Graziano Piazza Bellini per “Tutto con il cuore”. Ci racconta cosa rende questo appuntamento un’esperienza così unica e vitale?
Sono entusiasta di riportare il nostro progetto a Roma. “Tutto con il cuore” non è una semplice presentazione, ma un vero e proprio spettacolo ibrido, “Identikit Poetico”, scritto e diretto da Claudia Cotti Zelati. È il frutto di una collaborazione artistica e di un’amicizia solida che ci sta portando a toccare location importanti. Insieme a Claudia, che dà voce e corpo ai miei versi, e al Maestro Graziano Piazza Bellini, trasformiamo la poesia da pagina a narrazione pulsante. È un’esperienza di storytelling che intreccia emozione, musica e riflessione, per far risuonare i temi della silloge in modo diretto e profondo.

Il titolo dell’evento è lo stesso della sua ultima silloge, “Tutto con il cuore”. Sappiamo che affrontate temi di grande impegno sociale. Quali sono le tematiche principali che sentiremo in scena?
“Tutto con il cuore” è una raccolta che indaga l’umano in tutte le sue sfaccettature: dall’amore nella sua accezione più ampia – non solo romantica, ma anche per la vita e per il prossimo – all’impegno civile e sociale. Le liriche da interpretare saranno scelte dai miei compagni di viaggio. Preferirei non sbilanciarmi più di tanto. Posso anticipare che Tutto con il cuore contiene versi che spaziano dalla mia poetica più spontanea e diretta, fino a toccare temi molto struggenti e piuttosto emozionanti come il dramma dell’abbandono degli animali, a cui ho dedicato il toccante componimento “Non abbandonare il tuo migliore amico”, e il mio sentire sulla guerra in generale, come spunto per riflettere sulla necessità della pace. Non è un caso che il mio incipit porti il titolo di Amiamoci, fratelli!
Aggiungo che la prefazione di Tutto con il cuore porta la firma del soprano Olga De Maio, artista stabile del Teatro San Carlo di Napoli. Nella mia opera si parla molto di amicizia, con dediche a persone che hanno fatto parte della mia vita, come mia madre e a persone che con la propria arte mi hanno emozionata tantissimo e mi emozionano sempre di più: Lorella Cuccarini, Carmen Giardina e Monica Sarnelli che ammiro e conosco personalmente.
Il cuore è il filtro attraverso cui guardiamo e viviamo il mondo, ed è con quella stessa intensità che io e miei compagni di viaggio desideriamo condividerlo con il pubblico.

Lei è una figura poliedrica: Docente di Materie Letterarie, Giornalista Pubblicista e Scrittrice pluripremiata. Come riesce a conciliare questi ruoli e in che modo si influenzano a vicenda?
Sono tre vocazioni che affondano le radici nella stessa terra: la parola. L’insegnamento mi mantiene ancorata alla realtà e al futuro, permettendomi di comunicare l’importanza della cultura. Il giornalismo mi ha formata alla precisione, all’ascolto e alla capacità di sintesi, come dimostra anche il mio saggio “L’Arte dell’Incontro”. La scrittura, infine, è la mia espressione più libera e intima. Sono vasi comunicanti; l’una alimenta l’altra, rendendo la mia attività professionale un percorso unico e coerente.
Recentemente, la sua attività ha ricevuto un’importante consacrazione con la sua presenza tra i finalisti del Premio Ovidio 2025 e del Premio Internazionale Città di Latina. Cosa significano per lei questi riconoscimenti?
Sono un’emozione indescrivibile e una spinta a fare sempre meglio. Essere selezionata in concorsi di tale prestigio attesta che il mio messaggio, la mia sensibilità verso i temi sociali e il mio stile diretto, vengono compresi e apprezzati. È la conferma che l’onestà e l’emotività che metto nella mia poesia hanno un valore nel panorama letterario nazionale e internazionale.
Un altro progetto di grande successo è “L’Attesa”, che le è valso il Premio della Critica, il Premio alla Carriera e include la lirica dedicata a Papa Francesco oltre a quella sul dramma di Gaza. Sappiamo che anche questo progetto si sta trasformando in un adattamento scenico. Qual è l’obiettivo di questa evoluzione?
“L’Attesa” è un progetto a cui tengo moltissimo, arricchito anche dalla prefazione di Claudia Cotti Zelati che adoro e conosco ormai da un anno.
L’obiettivo è amplificare il messaggio di speranza e di impegno civile che lo anima. L’adattamento scenico e comunicativo in corso punta a utilizzare linguaggi innovativi per raggiungere un pubblico ancora più vasto, dimostrando come la poesia possa essere uno strumento potente di riflessione e sensibilizzazione su questioni globali. Per questo mio progetto devo molto alla professionalità di due valenti artisti: Claudia Cotti Zelati e il Maestro Graziano Piazza Bellini. Unire poesia, musica e recitazione in un libro richiede un lavoro lungo e costante.
Per concludere, cosa spera che il pubblico porti a casa dall’evento del 7 dicembre a Roma e, più in generale, dalla sua poesia?
Spero che il pubblico porti a casa, letteralmente, un po’ di “cuore”. L’augurio è che si sentano partecipi di un’emozione collettiva, che escano con la consapevolezza che la poesia non è qualcosa di statico o polveroso, ma un’energia viva che può farci riflettere, commuovere e, in fondo, riconnetterci con la nostra umanità più profonda.




