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Interpretazione. Reti di relazioni generate da un’opera d’arte I 17-20 febbraio, Trento

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È iniziata lunedì 17 febbraio 2020, la 3° edizione di Interpretazione. Reti di relazioni generate da un’opera d’arte, il convegno di quattro giorni ideato e organizzato dal Conservatorio di Musica F. Bonporti di Trento – Riva del Garda e l’Università degli Studi di Trento – Dipartimenti di Lettere e Filosofia che chiama a raccolta tra i suoi relatori compositori, interpreti medici, loso puri, storici della musica, pittori, studiosi di letteratura, estética, teatro e pedagogia, in un programma ricco ed eterogeneo per varietà di temi ed interventi proposti.Gli incontri della prima giornata si sono svolti in Sala Caritro, nel Laboratorio di Filologia musicale del Dipartimento di Lettere e Filosoa dell’Università di Trento.

Ad aprire la rassegna sono stati i saluti del direttore del Conservatorio di Trento a cui ha fatto seguito la serie di conferenze del giorno all’insegna del tema di questa edizione, Sogni Visioni Utopie, che ha l’intento di raccordare termini declinabili in molti modi e interni ad ogni processo d’interpretazione del mondo. Nel corso della mattina si sono susseguiti gli interventi di Margherita Anselmi; Silvano Zucal; Manuela Moretti; Cosimo Colazzo. Nel pomeriggio l’appuntamento è stato con Cosimo Colazzo insieme al soprano Patrizia Zanardi e alla pianista Maria Rosa Corbolini; Paolo Tamassia, Marcello Ghilardi; Massimo Priori e Piero Venturini. A chiudere la prima giornata di lavori, alle 20.00 in Sala Filarmonica, il concerto del pianista Calogero Di Liberto, Franz Liszt: il Visionario.Interpretazione prosegue martedì 18 febbraio 2020 con un programma di interventi di Franco Ballardini, Francesco Ghia, Jean Paul Duet e Marco Uvietta; sono invece attesi nel pomeriggio Christa Bützberger, Giovanni Guanti, Erica Francesca Poli e Maurizio Grandi. Inne, alle 20.30 in Sala Filarmonica il concerto serale del pianista Mario Coppola, dedicato alla produzione pianistica di Robert Schumann (1810 – 1856).

Interpretazione. Reti di relazioni generate da un’opera d’arte disegna una felice anomalia nel panorama italiano, ovvero l’interazione tra Conservatorio e Università, che intende riconoscere e coltivare strade comuni, vocazioni in grado di sostenere dialoghi presenti e futuri a benecio dell’intera comunità di studiosi, battendo anche sentieri incerti e poco esplorati. Il progetto congiunto nasce dalla convinzione che l’interpretazione musicale possa proporsi come branca dell’ermeneutica, condividendone le problematiche più tipiche, feconde e complesse e dall’altra possa ambire a motore della losoa in senso lato, in grado di illuminare aspetti e ambiti di singolare vivacità emotiva e originalità di pensiero.

Ogni anno viene selezionato un ambito d’indagine aperto alle più varie implicazioni formali, psicologiche, esistenziali,compositive, storiche, losoche, linguistiche e valican-do frontiere geograche, culturali e disciplinari, per congurarsi nel tempo come proposta di pensiero e stimolo all’azione.

Interpretazione. Reti di relazioni generate da un’opera d’arte è un’iniziativa riconosciuta per l’accumulo di crediti per studenti e docenti e patrocinata dal Ministero dell’Istruzione, Dell’Università e della Ricerca – Alta formazione Artistica, Musicale e coreutica – MiUR AFAM e dalla Provinicia autonoma di Trento, in collaborazione con Ashtart Consultancy, agenzia di consulenza che sviluppa soluzioni creative per contribuire allo sviluppo del settore culturale e alla competitività delle imprese.

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