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Guerre a confronto a Capodanno

Guerre a confronto a Capodanno
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Il 22 febbraio 2024 saranno passati due anni dall’inizio del conflitto in Ucraina e nulla è cambiato se non l’efferato desiderio di annientare il nemico, inevitabilmente salito alle stelle, perché il nemico è il nemico. Già il nemico!! C’è sempre un nemico, reale o ipotetico che sia.

Chi offende spesso dimentica che può essere oggetto dello stesso trattamento e la guerra così ha le carte in regola per procedere ad oltranza, almeno fino a quando non sarà più conveniente per i Governi, diversamente dalle industrie belliche che, ovunque nel mondo, senza soluzione di continuità, hanno lo stesso giro d’affari delle pompe funebri.

Anche il 2023 è stato un anno carico di morti, principalmente ucraini, ai quali si sono poi aggiunte le vittime straziate tra la popolazione residente nella striscia di Gaza.

Sopra ad ogni tragedia umanitaria, composta da moltitudini, solo pochi capi: Putin in Russia, i vertici di Hamas in Palestina. In mezzo il popolo che sogna solo di vivere la propria vita il più umanamente possibile. Anche perché la guerra è disumana e chi la conduce non può dichiararsi, in nessun caso, umano.

E non esistono a quel punto feste comandate, sia esse pagane o religiose.

Così mentre in Italia imperversavano i fuochi d’artificio, vecchio retaggio di un popolo oramai dimentico dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, Hamas ha lanciato una raffica di razzi proprio allo scoccare della mezzanotte. Netanyahu pochi giorni prima aveva insistito nel dire che il conflitto sarebbe durato ancora molti mesi. Ed infatti, la conferma è arrivata proprio nella notte di San Silvestro. Come è arrivata anche in Ucraina sotto forma di pioggia di circa 90 droni su Kiev

L’esercito ucraino ha ovviamente reagito con una serie di attacchi nella regione del Donetsk, occupata dagli invasori. Le autorità locali filo-russe hanno denunciato almeno quattro vittime.

Un “assaggio” dell’ennesimo delirio bellico ossia di quello che accadrà nei prossimi mesi, a seguito dell’annuncio ad inizio d’anno del presidente Zelensky, che ha promesso di “devastare le forze di Mosca”, grazie al “milione di droni pronti a rimpinguare gli arsenali e alle forniture di F16 degli alleati”.

Parche, di contro, le dichiarazioni di Vladimir Putin il quale ha citato solo una volta l’Ucraina nel messaggio di auguri in cui si è rivolto ai soldati impegnati “nell’operazione speciale”, definendoli “eroi”.

Eroi forse come le vittime della notte dei fuochi nelle città Europee nelle quali va, immancabilmente in scena l’artificio con tutte le sue declinazioni, incluse le vittime che, per un caso poco fortuito, quando va bene, perdono dita, occhi. Purtroppo qualcuno anche la vita.

Una mietitura che non lascia scampo, almeno fino a quando non troverà un senso, se un senso mai l’avrà.

di Giovanni Pirri

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Redazione

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