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Ginevra Di Marco, il 15 maggio al via il crowdfunding per “Quello che conta” il nuovo progetto dedicato a Tenco

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Un viaggio attraverso i capolavori di uno dei maestri della musica italiana, intrapreso da una delle voci più emozionanti e intense del nostro Paese.

Prende il via “Quello che conta”, il nuovo progetto discografico di Ginevra Di Marco interamente dedicato al cantautore Luigi Tenco.
Al via venerdì 15 maggio il crowdfunding per l’album su www.produzionidalbasso.com

Un progetto che, in forma di concerto, aveva già preso vita nel 2018 per alcune repliche e che ora si concretizza in un nuovo album, partendo proprio dalle scelte musicali effettuate in quella circostanza ma lasciando la porta aperta a eventuali sorprese.

Come è ormai consuetudine per Ginevra e i suoi compagni di viaggio Francesco Magnelli e Andrea Salvadori, anche questo disco verrà prodotto grazie a una campagna crowdfunding che comincia venerdì 15 maggio 2020 su www.produzionidalbasso.com.

Anche in tempi di solitudine – diceva Luís Sepulveda – bisogna raccontare.

Aveva ragione.

Abbiamo deciso di ripartire da qui. Ora. E di farlo per noi, per ricominciare e darci una possibilità. Per le persone che ci hanno chiesto di esserci, e che abbiamo sentito vicine anche nei giorni più neri, dove tutto sembrava svuotarsi di senso.

E poi è primavera e tutto intorno ci suggerisce di rinascere.

Vogliamo provarci allora, con il sorriso di questi giorni e con un nuovo progetto, un viaggio attraverso le canzoni di Luigi Tenco che hanno accompagnato l’ultimo anno di musica e concerti.

Il 21 marzo del 2018 Luigi Tenco avrebbe compiuto ottant’anni e NEM (Nuovi Eventi Musicali) ci propose di rileggere parte del repertorio di Tenco creando una collaborazione trasversale tra musica classica e moderna. Qualche concerto in trio e quartetto classico con le partiture di archi originali appositamente riscritte per noi.

La proposta ci trovò entusiasti e spaventati allo stesso tempo, succede sempre così quando sappiamo che andremo a toccare un grande artista. Ma gli anni ci hanno insegnato che quello che conta è la misura in cui si ama qualcuno e la sua arte. Più ne siamo innamorati più accade che lo si riesca a interpretare e a restituire con personalità.

E noi Tenco ce lo abbiamo dentro, infuso e respirato negli anni dell’infanzia e prima adolescenza, allontanato e quasi ripudiato nello spirito ribelle dei vent’anni per poi arrivare a farci i conti in età più matura, quando capisci che per andare avanti e capire il presente devi volgere lo sguardo indietro.

Luigi Tenco lo abbiamo cantato, ricordato e inserito anche nei dischi di questi ultimi anni, riconoscendogli il merito di essere stato uno a cui non interessava la sicurezza di linguaggi precotti, men che meno pensare alle mode: nella sua musica sperimentava soluzioni inedite mescolando beat, rock, strumenti classici e incursioni nella musica popolare con il piglio e la sensibilità di uno che sta guardando oltre. Tenco era il cantore dell’esistenza ma scriveva quello che sentiva, sia che raccontasse i turbamenti d’amore che gli ideali sociali e politici, scrivendo tante canzoni manifesto di contestazione.

Combatteva a modo suo, il più delle volte disertando. Un’anima militante capace di schierarsi contro ogni sopruso, senza retorica. L’ho amato anche per questo.

E poi c’è la parte mia più intima affezionata a Tenco, cantore di quella malinconia indefinibile che ha sempre pervaso il mio sentire la vita e dove ora affiorano ricordi di infanzia, frammenti di giornate trascorse, l’odore di casa, memorie emotive legate alla mia famiglia, verso la quale ora, alla soglia dei cinquant’anni, guardo con tenerezza e gratitudine [Ginevra].

In attesa del nuovo album, Ginevra ha deciso di pubblicare online una toccante versione live del brano che dà il titolo al disco, “Quello che conta”, (Morricone E. / Salce L.) che Tenco interpretò nel 1962.

Una canzone, registrata in occasione di una delle repliche nel 2018, le cui parole si adattano perfettamente al tempo che stiamo vivendo.

Ginevra Di Marco (Firenze, 1970) esordisce come voce femminile dei C.S.I. (1993-2001) prima e dei PGR poi (2001–2004). Nel 1999 il primo album solista Trama tenue le vale la Targa Tenco e il Premio Ciampi come miglior disco d’esordio. Nel 2005 esce Disincanto, nel 2006 Stazioni Lunari prende terra a Puerto Libre, un album nato dal progetto teatrale itinerante Stazioni Lunari ideato da Francesco Magnelli e che si compone di reinterpretazioni di canti popolari europei. Il disco segna l’inizio del sodalizio artistico in trio con Magnelli (compagno nei C.S.I. e al suo fianco fin dagli esordi solisti) e Andrea Salvadori. Il recupero e la rilettura della tradizione popolare diventeranno i temi chiave del lavoro di Ginevra: emblematico in tal senso è Donna Ginevra (2009), che le fa vincere nello stesso anno la Targa Tenco come miglior interpretazione, e il successivo Canti, richiami d’amore (2011). Oltre ai numerosi impegni musicali, Ginevra Di Marco vanta altri prestigiosi progetti artistici: dal sodalizio teatrale con la concittadina Margherita Hack per lo spettacolo dedicato alla storia del 900 L’Anima della terra vista dalle Stelle a quello nato nel 2015 con lo scrittore Luis Sepulveda per il reading poetico-musicale Poesia senza patria. Il 19 maggio 2017 esce La Rubia Canta La Negra, omaggio alla cantora latinoamericana Mercedes Sosa con cui si aggiudica la sua terza targa Tenco nella categoria Interprete. Il 28 giugno 2019 esce “Ginevra Di Marco e Cristina Donà”, il primo disco congiunto di due delle voci più carismatiche e influenti della musica italiana.

www.ginevradimarco.com

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