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Cultura, Spettacolo, Attualità, Arte a 360°. Questo il senso di una testata giornalistica libera in quanto indipendente che spende il proprio tempo cercando di valorizzare ciò che è bello. La bellezza è in ogni campo, tuttavia tende a nascondersi ed è per tale motivo che richiede una attenta ricerca che passa, in primis, per l’ascolto.

Newspage – Allinfo (nr. iscrizione 3/11 presso il Tribunale di Vallo della Lucania -SA- è il Magazine del progetto Allinfo, il portale di Mediazione Creativa ideato da Giovanni Pirri (Editore) e diretto da Maria Cuono, giornalista pubblicista.

CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO 2026 | Dal Fango alle Major: La Metamorfosi del Primo Maggio tra riflessioni AI ed esperienza diretta

CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO 2026 | Dal Fango alle Major: La Metamorfosi del Primo Maggio tra riflessioni AI ed esperienza diretta
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Inizialmente (1990), il concerto era un gesto politico dei sindacati CGIL, CISL e UIL. Il palco ospitava artisti che difficilmente trovavano spazio in TV: gruppi folk, band di protesta come i Modena City Ramblers o i 99 Posse, e il nascente indie italiano. La musica era al servizio del messaggio sociale. [Cgil Forlì Cesena]

Il Punto di Svolta: La “Sanremizzazione”. Negli ultimi anni, il format sia diventato un ibrido televisivo (Rai).
Logiche di Scaletta: Gli artisti vengono scelti in base ai numeri di streaming e alla popolarità pop.
L’influenza delle Major: Le etichette discografiche (Universal, Warner, Sony) utilizzano il palco per promuovere i propri “big”, trasformando l’evento in una vetrina commerciale simile a un Festivalbar moderno. [Turismo Roma]
La Musica Indipendente: Relegata ai Margini? Mentre un tempo l’indipendente era l’anima del concerto, oggi sembra confinato a:
Fasce Pomeridiane: Spazi meno seguiti prima del “prime time” televisivo.
Il Contest 1MNext: Una competizione per giovani emergenti (come Giglio nel 2024), che però faticano a competere con la risonanza mediatica dei super-ospiti.[Ansa].
Da qui la Perdita del Conflitto. Un tempo il palco era luogo di scontro e censura (celebre il caso di Fedez o di Daniele Silvestri). Oggi l’intrattenimento appare più “edulcorato” e meno propenso a scuotere le coscienze, riflettendo una generale de-politicizzazione della scena musicale attuale. [Il Fatto Quotidiano]

Conclusione: Il Mercato ha vinto sui Diritti?
Ci chiediamo quindi se il Concertone sia ancora “il più grande evento gratuito di musica dal vivo in Italia” per il pubblico, o se sia diventato un gigantesco spot pubblicitario per l’industria discografica, dove il tema del lavoro è ormai solo un contorno. [Reddit]
Analizzando le “quote” di artisti indipendenti al Concertone bisogna  distinguere tra la visibilità mediatica (il prime time televisivo) e la composizione totale del cast.
Ecco dati e tendenze emerse dalle edizioni più recenti (2024-2026):

La “Ghettizzazione” Oraria
Il cast totale conta solitamente circa 50 artisti. Tuttavia, la quota di indipendenti è distribuita in modo non uniforme:
Fascia Pomeridiana (13:00 – 19:00): È qui che si concentra la quasi totalità degli artisti indipendenti ed emergenti. Nel 2024, l’apertura è stata affidata a circa 10 nomi meno noti al grande pubblico .
Prime Time (20:00 – 24:00): La fascia che registra i picchi di share (fino all’11.9% o 2 milioni di spettatori) è dominata quasi esclusivamente dai “Big” delle Major (Universal, Warner, Sony).

Il Contest 1MNEXT è invece una quota fissa ma minima.
L’organizzazione riserva ufficialmente solo 3 posti certi agli artisti indipendenti vincitori del contest 1MNEXT (su oltre 1.700 iscritti nel 2026).
Questi artisti hanno accesso al palco principale, ma spesso con set ridotti (1-2 brani) rispetto ai “medley” concessi ai grandi nomi.

Analizzando la Line-up 2026 dall’elenco ufficiale dei circa 50 artisti per l’edizione 2026, si nota una prevalenza di nomi legati a logiche mainstream:
Quota Major/Mainstream (~70-80%): Artisti come  Emma,  Madame, Pinguini Tattici Nucleari dominano la comunicazione e la scaletta serale.
Quota Indipendente/Ricerca (~20-30%): Rappresentata da band storiche della scena alternative  o nuove proposte di etichette indipendenti (es. Emma Nolde, Birthh, Dutch Nazari). [RaiNews]

Il Peso del Mercato
Mentre a livello globale le major pesano solo per il 3.8% delle uscite ma per il 76% degli ascolti, il palco del Primo Maggio sembra riflettere questa sproporzione commerciale. L’evento è diventato una “macchina mediatica imponente” dove i dati Auditel e il successo sui social (36mila menzioni per i Big nel 2025) guidano le scelte artistiche più della missione originale di scouting. [Zarabazà]

A completare il quadro la suddivisione del backstage in aree tra cui quella riservata ai giornalisti, prettamente di parcheggio.
La separazione tra i giornalisti accreditati e gli artisti delle major non è solo logistica, ma politica: segna il confine tra chi fa ancora parte del “popolo del Primo Maggio” e chi è lì solo per una performance blindata.

Ecco un  Backstage a “Due Velocità” dove mentre si attende perfare numero si mangia e si beve ma fino ad esaurimento scorte.
Esiste una gerarchia invisibile ma ferrea. I giornalisti delle testate musicali indipendenti o dei blog spesso si ritrovano relegati in aree comuni dove l’accesso ai “big” è filtrato da cordoni di bodyguard e uffici stampa intransigenti. Mentre il senso originale del backstage era l’incontro e lo scambio, oggi è un’area di transito rapido per chi deve salire sul palco e scappare via.

Parallelamente il Muro delle Major:  gli artisti legati alle grandi etichette (Universal, Warner, Sony) spesso evitano il bagno di “folla giornalistica”: si concedono solo a testate selezionate (spesso radio partner o TV nazionali) in aree private e inaccessibili agli altri.
Interviste sono “Blindate”: quando avvengono, sono spesso brevissime e prive di contenuti legati al significato del Primo Maggio, focalizzandosi solo sull’ultimo singolo o sul tour estivo.

L’Effetto “Fantasma”: Molti artisti arrivano pochi minuti prima dell’esibizione e lasciano l’area subito dopo, rendendo impossibile qualsiasi tipo di approfondimento giornalistico che non sia stato concordato mesi prima.

Gli Indipendenti: gli unici accessibili:
paradossalmente, l’attenzione dei giornalisti si riversa sugli artisti indipendenti o sui vincitori del contest 1MNEXT, non solo per scelta editoriale, ma perché sono gli unici a “stare in mezzo” agli altri, a parlare con la stampa e a condividere riflessioni sul tema del lavoro. Questo crea un cortocircuito: chi avrebbe più messaggi da dare (i big) non parla, chi ha voglia di parlare ha meno spazio mediatico.

Ne deriva una sorta di fustrazione del Diritto di Cronaca
Per un giornalista o un Vlogger, trovarsi in backstage senza poter accedere all’area interviste trasforma il lavoro in una sorta di “attesa passiva”. Questo impedisce di raccontare il dietro le quinte autentico, limitando l’articolo a una cronaca di quanto già visibile in TV, svuotando di fatto il ruolo della stampa sul campo.

Ma, soprattutto, la Gerarchia dei Pass: “Non tutti i Backstage sono uguali”
Il primo filtro è cromatico o numerico. Non esiste più un solo “pass stampa”, ma una suddivisione che impedisce fisicamente il contatto:

Stampa “Area 1” (Mainstream/Partner): Riservata alle grandi testate nazionali, alle agenzie di stampa e ai media partner (Rai, Radio2). Solo loro hanno accesso al “sancta sanctorum” dove gli artisti delle major sostano prima e dopo l’esibizione.
Stampa “Area 2” (Indie/Web): Qui finiscono i giornalisti di settore, i blogger e la stampa locale. Hanno accesso a un’area stampa generica, spesso lontana dai camerini dei big, dove possono intervistare solo i giovani del contest o gli artisti indipendenti che scelgono volontariamente di uscire dal fortino. [guidifederico.it]

Chi si e chi no?
Il sistema degli accrediti è diventato lo strumento con cui si seleziona non solo chi entra, ma soprattutto chi può parlare con chi.
Chi “No”: la stampa critica o indipendente, che viene tenuta a distanza di sicurezza. Per loro, l’unico modo per avere una dichiarazione di un big è sperare in un intercettazione fortuita nei corridoi, prontamente bloccata dai cordoni dei bodyguard.

Morale… La rete è piena di critiche ma quando chiedi un pass … overbooking dunque pass non concesso!!!

Buon primo maggio a tutti!

di Giovanni Pirri

Redazione

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